zaino in spalla

  • Trekking sul monte Panchase – Nepal

    Se non siete dei master del trekking ma desiderate sperimentare questa attivitá, vi consigliamo di provare iniziando con il Panchase!
    Il modo migliore è di partire da Pokhara, sia per riposare al meglio che per avere il tempo di pensare a cosa portare nel vostro zainetto che sarà la vostra salvezza per diversi giorni e lo custodirete come fosse un tesoro! (vedi articolo)

    Noi quando abbiamo deciso di partire per diversi giorni alla scoperta della montagna del Panchase non avevamo assolutamente idea di cosa ci aspettasse e c’è da dire che non siamo tipi proprio atletici ma ci dilettiamo con le solite passeggiate e qualche corsetta in vista dell’estate magari! 😛
    La premessa è: se ce l’abbiamo fatta noi, potete farlo anche voi!

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    Per organizzare il percorso ci siamo fidati dei nostri amici del posto e di un’altra coppia di viaggiatori incontrati durante il viaggio che ci hanno spiegato dettagliatamente il percorso ed informazioni prese da depliant e internet.
    Resta di fatto che dovete sempre confutare ciò che vi viene detto per evitare di trovarvi in mezzo al nulla senza sapere dove andare; in piú occasioni vi troverete di fronte a delle scelte per quanto riguarda piccoli sentieri e percorsi e dovete avere ben chiara la geografia del luogo!
    Il peggio nello sbagliare strada, non solo è quello di allungare il percorso verso villaggi ben lontani dalla vostra meta, ma rischiare che il buio sopraggiunga mentre voi siete ancora per i sentieri!

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    Ora vi racconteremo del nostro percorso dettagliatamente, ma dopo averlo fatto pensiamo che sia meglio farlo procedendo al contrario.
    La partenza è a Pokhara, una magnifica città in cui avrete l’opportunità di rilassarvi e godere di paesaggi magnifici grazie al lago Phewa e al circondario di montagne; inoltre da una di queste ultime distinguerete la sagoma di un tempio, il World Peace Pagoda, in cui nelle giornate calde sarà possibile distinguere la punta doratata della cupola illuminata dai raggi del sole!
    Dal Lakeside di Pokhara bisogna raggiungere il villaggio di Gachichina; il modo più economico è attraverso i Local Bus, che impiega 1 ora al costo di 60 Rupie a persona.
    Altrimenti potete prendere Jeep oppure taxi, poi i prezzi sono da vedere e soprattutto contrattare…si perchè parte attiva dell’acquisto di qualsiasi cosa in Nepal è la contrattazione!
    C’è da dire che i prezzi, per un qualsiasi turista Europeo sono bassi, però a volte ci si chiede se sia giusto far guadagnare a queste persone cifre esorbitanti in un colpo solo, considerando anche il bassissimo costo della vita, per cui a volte si fa finta di contrattare pur lasciandogli delle belle somme ed altre si contratta perchè dopo che si passa un po’ di tempo in un paese si capisce bene o male come funzionano le cose e quando ci si rende conto di essere stati fregati alla grande subentra anche quel principio di testardaggine che non tollera il fatto di essere beffati solo perché si è l’ennesimo turista di turno da spennare…giá, bisogna ammettere che a volte ci si trova in situazioni dai sentimenti contrastanti!

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    Comunque,tornando al nostro trekking, dopo aver preso il soffertissimo bus locale, toccherete con mano la realtà quotidiana di persone che vivono in piccoli villaggi fuori dalle grandi aree urbane e vi renderete conto dell’abissale differenza mano a mano che salirete di quota sulle montagne!
    Una volta arrivati a Gatchichina, che tra l’altro è l’ultima fermata del bus, dovrete proseguire in direzione Sidane!
    Ci sono due sentieri che spesso si incroceranno e che portano in cima alla montagna, la differenza essenzialmente è che una è la scorciatoia tipica che taglia nel cuore della montagna e spesso è un piccolo sentiero appena percettibile; mentre l’altro percorso è ben più largo, (fatto per le auto) però allunga di molto e spesso è trafficato da mandrie di bufali selvatici.
    Mantenete la direzione Sidane e continuate a salire verso la cima della montagna Panchase per all’incirca 6 ore, e lungo il percorso vedrete dei piccoli villaggi in cui sostare per rifocillarvi e fare qualche foto caratteristica della vita rurale del posto.
    Una volta in cima al Panchase (2530m) troverete un rifugio in cui avrete la possibilitá di alloggiare in delle camere con lo stretto indispensabile, tra cui pesanti coperte per la notte; il prezzo a stanza è di 500 rupie/ 4€ ca.
    In questo rifugio sarà anche possibile mangiare piatti della cucina tipica e trovare qualche snack da sgranocchiare! I prezzi variabili, dalle 300 rupie per il dal-bath alle 60 rupie per un Chowmein/noodels precotto.

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    Dalla vetta del Panchase dirigetevi in direzione Badahure; saranno circa 2 ore abbondanti di camminata scendendo per una scalinata lunghissima sino ad arrivare al piccolo villaggio.
    Una volta lì troverete un paio di Guest House che appartengono tutte alla stessa persona, il preside della scuola del posto; la scuola è enorme e raccoglie tutti gli studenti dei villaggi adiacenti.
    Le camere a notte costano 500 o 400 rupie, rispettivamente con o senza bagno in stanza.
    Troverete delle piccole tavernette locali in cui fermarvi a mangiare spendendo sulle 150 rupie per i soliti piatti locali.
    Da Badahure dirigetevi in direzione Dampus verso l’Australian Camp, in cui arriverete con una camminata di 4 ore circa.
    Il camp è ben organizzato, ha un buon wi-fi, cosa del tutto stupefacente visto che sarete stati a secco tutti i giorni precedenti di viaggio; a seconda di quello che è il vostro budget e le vostre esigenze potrete trovare stanze dai 400 alle 800 rupie, ma i prezzi cambiano in relazione stagioni, e noi essendo andati durante i monsoni abbiamo goduto di tariffe più basse.
    Dall’Australian Camp scendete verso Dampus per meno di 1 ora di camminata, così da poter ammirare altri splendidi paesaggi dalla cima della vetta ad un altezza di 1650m.
    Una volta arrivati a Dampus potete sostare per un break prima di ripartire alla volta di Phedi, in cui sarà possibile riprendere un bus locale stra-economico verso Pokhara oppure prendere qualche taxi o mini van che costerà sicuramente di piú!

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    Una volta spiegato dettagliatamente il percorso da fare posso finalmente raccontarvi la nostra esperienza diretta!

    Il trekking non è sicuramente stato una passeggiata perchè nonostante avessimo una vaga idea di quanto sarebbero durati i percorsi, in realtá tutto è molto soggettivo…soprattutto se si parla di sentieri formati esclusivamente da scalini che proseguono per 10 km in avanzata verso la cima del monte!
    Le nostre preoccupazioni erano quelle di arrivare ai rifugi prima che il buio sopraggiungesse oppure che iniziasse a piovere.
    Inoltre appena possibile dovevamo trovare qualche fontana per riempire le nostre bottigliette per continuare ad idratarci costantemente perchè il percorso abbastanza impegnativo ed il caldo sono una accoppiata micidiale!
    Ricordate che è consigliabile bere sui 3 litri di acqua a persona al giorno mentre si fa trekking; lo so che l’acqua è pesante e bisogna trascinarsela dietro,ma la sete in quelle circostanze è tremenda e ben peggiore di un po’ di fatica in più.
    Tralasciando i nostri pensieri riguardanti il tempo ed i sentieri, il paesaggio è fantastico!!!
    Ci siamo trovati più volte in silenzio ad ammirare il panorama e di sovente rompere l’incantesimo della quiete per scattare qualche foto.
    Ed è proprio in quelle brevissime pause che abbiamo scoperto quello che è stato il nostro problema più grande: le sanguisughe!
    Gia, proprio loro si presentano come dei piccoli bruchi scuri sulle piante pronte ad arrampicarsi su qualsiasi corpo caldo che gli passi vicino.
    Nei momenti peggiori, quando la vegetazione era veramente alta, fitta ed il sentiero poco praticabile ci siamo ritrovati addosso una ventina di sanguisughe a testa…a pensarci a mente fredda dici vabbè, una volta che si attaccano le lasci fare ed appena sono “ubriache di sangue” (come si dice in gergo) si staccano da sole.
    Sì, si staccano ma ti strappano pure un bel lembo di pelle e la ferita continua a sanguinare per un sacco di tempo attirando altri insetti e diciamo che non è il massimo mentre si è in mezzo alla foresta!

    Pensate che io (Klaudia), pur essendomi coperta a dovere con leggings e calzetti alti su di questi mi sono trovata morsi sulla caviglia attraverso i calzetti ed addirittura una volta raggiunto il rifugio, mentre mi cambiavo mi sono ritrovata una sanguisuga, oramai ciccionissima e piena di sangue che mi si era attaccata sul sedere. E con questo ho detto tutto!
    Però bisogna anche dire che quesi piccoli amici sono molto presenti durante i mesi umidi e piovigginosi dei monsoni, quindi se decidete di fare qualsiasi trekking assicuratevi che sia verso ottobre-novembre che sono perfetti per questo genere di attività!
    La fatica bisogna ammettere che c’é stata, ma una volta arrivati sulle vette sembrava sparire di colpo!
    È strano come e quanto i nostri occhi continuassero a guardare quei panorami stupendi e non ne fossero mai sazi; ogni momento era buono per osservare i cambiamenti del cielo e delle sue nuvole che sembrava così vicine a noi.
    Non vi sto nemmeno a dire lo spettacolo naturale che si presenta all’alba…mozzafiato!!
    Questo trekking potete organizzarlo a vostro piacimento e farlo durare quanto volete voi e per poter vivere la semplicità dei piccoli villaggi fermandovi ogni qual volta lo desiderate.
    Noi abbiamo optato per un trekking intenso e veloce da fare in 3 notti e al quarto giorno ritornare verso Pokhara, ma potete veramente fermarvi molto di più se avete tempo, voglia ed energie!
    Se questo genere di trekking lo approviamo noi che siamo “gente di mare”, gli appassionati lo ameranno ancor di più!!



  • I lavori con cui potrai girare il mondo partendo fin da subito

    Ti piacerebbe girare il mondo ma credi di non aver abbastanza soldi per farlo?

    In questo articolo voglio proporti una lista di lavori o soluzioni, assolutamente alla portata di tutti, che potranno permetterti di partire fin da subito per fare le tue prime esperienze di viaggio senza dover spendere un capitale e soprattutto riuscendo ad autofinanziarsi gran parte del viaggio senza dover partire con chissà quanti soldi messi da parte.

    Ovviamente non stiamo parlando di lavori strapagati, ma semplicemente di soluzioni alle quali forse non avevi mai pensato concretamente ma che possono permetterti di girare tanti paesi senza dover spender migliaia di euro ogni mese.

    E’ lapalissiano che si tratta di espedienti che difficilmente potranno aiutarti in posti come la Polinesia Francese o comunque mete troppo turistiche e costose, ma alcuni di essi ti consentiranno semplicemente di lavorare qualche ora al giorno per poi passare il resto della giornata o il weekend per visitare il paese che ti sta ospitando.

     

    Curioso di sapere di cosa si tratta?

    Ora ci arriviamo, ma prima di tutto voglio che ti sia chiaro che quello che sto per svelarti non è niente di nuovo, probabilmente lo avrai già letto da qualche parte, ma per renderti conto di quanto basti poco per realizzare un sogno come quello di viaggiare a lungo voglio prima farti uscire dai preconcetti e la visione sfuocata che la società ci ha sempre inculcato in testa, ovvero l’idea che per viaggiare ci vogliano tanti soldi.

    Di cosa sto parlando? Semplice, del modello di vita che sin da piccoli ci hanno spinto a seguire come unica ricetta per la felicità e il miglioramento della propria esistenza, ovvero che tutto ha un prezzo e per avere tutto ci vogliono i soldi, come se il mondo dovesse per forza girare attorno ad essi rendendoci tutti schiavi di questo.

    Non trovo che ci sia niente di male nel cercare di migliorare la qualità della propria vita arricchendosi, fino a poco tempo fa ero convinto anche io che fosse l’unico sistema per poi un giorno realizzare il sogno di viaggiare per il mondo, ma la tensione spasmodica verso il successo, l’avere più soldi per migliorare il proprio status sociale comprando una marea di cose assolutamente inutili che poi vanno mantenute e cambiate continuamente…è fin troppo evidente che è un modello capace solo di produrre frustrazione e falsi miti e che alla lunga ti distaccano da quelli che inizialmente erano i tuoi veri obbiettivi.

     

    Per viaggiare bisogna diventare viaggiatori e non rimanere turisti, una volta acquisito questo semplice concetto ti accorgerai che tutto quello di cui hai bisogno può stare in uno zaino e quello che ti serve sarà solo la voglia vi partire, il coraggio di farlo e la convinzione che sia la strada giusta per te.

     

    Riassumendo il tutto lasciati alle spalle i preconcetti, apri la mente e leggi questa lista pensando solo ad una cosa: viaggiare, scoprire, conoscere e imparare. Sono queste le cose che ti interessano se hai cominciato a leggere questo articolo e ciò che conta non è il mezzo ma il fine, quindi le rinunce da fare saranno tante ma quando ti troverai sdraiato su una spiaggia bianca in Thailandia o a girovagare per il Grande Bazar di Instanbul forse ti accorgerai che in realtà non ti mancherà niente per sentirti appagato.

     

    Ecco la lista dei 3 principali lavori assolutamente alla portata di chiunque voglia veramente conoscere il mondo senza avere a disposizione un patrimonio che gli consenta di stare via tanto tempo e girare continuamente:


     

    #1 –  Volontariato all’estero

    E’ la prima grande opportunità che ti permette di conoscere un paese e la gente che lo abita e ti offre la possibilità di fare del bene per sè e per gli altri in cambio di vitto e alloggio. Fare volontariato non significa solo aiutare i bambini che muoiono di fame in Eritrea o aiutare gli sfollati nelle zone di guerra, ma ci sono tanti modi per aiutare gli altri e ricevere in cambio molto di più di quello che viene donato.

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    Sul questo sito è possibile selezionare il tipo di aiuto che si vuol dare, soprattutto in base alle proprie capacità e predisposizioni perchè ovviamente ognuno di noi è portato più per determinate cose piuttosto che altre (aiutare bambini, insegnare, curare animali, cucinare, lavori manuali ecc), selezionare il paese o la città in cui si intende arrivare e la durata della permanenza. In automatico il sito tramite una ricerca ti indirizza verso tutte le strutture che rispettano maggiormente le tue richieste affinchè tu possa prendere contatti direttamente con l’associazione di riferimento ed avere ulteriori chiarimenti sul funzionamento.

    Considera che quando ti rendi utile agli altri ed in cambio avrai vitto e alloggio (e molto di più) nessuno mai ti dirà di andartene, cosa che invece ovviamente ti succederà in un hotel se non avrai più soldi per permetterti la stanza, quindi la permanenza in un posto non sarà determinata dalla capienza del tuo portafoglio ma semplicemente dalla voglia che avrai di rimanerci.

     


     

    #2 – World Wide Opportunities on Organic Farms

    Ovvero WWOOF che non è altro che un’organizzazione internazionale che da la possibilità di lavorare in aziende agricole biologiche ed in cambio di 4-6 ore di lavoro al giorno avrete vitto, alloggio ed ovviamente il restante tempo della giornata per esplorare il luogo ed immergervi nella cultura del posto senza oltretutto sottovalutare l’esperienza di lavoro acquisita lavorando la terra e conoscendo le piante e le tecniche di coltivazione.

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    Un ottimo compromesso tra lavoro, natura ed esplorazione che ti permetteranno di spostarti da farm a farm e così in lungo tempo girovagare per tanti paesi e magari grazie alle conoscenze acquisite mentre si è in un posto anche l’occasione di valutare altre proposte di lavoro.

     


     

    #3 – Nave da crociera

    Lavorare su una nave da crociera è il miglior modo per girare il mondo nel vero senso della parola ed esser realmente retribuiti non solo con vitto ed alloggio ma avendo un vero e proprio salario. Sicuramente è un lavoro stancante ed impegnativo ma che ti da la possibilità di visitare un infinità di luoghi nel mondo senza spender un euro per spostarti.

    Su questo sito sono raccolte tutte le offerte di lavoro delle maggiori compagnie di navi da crociera, e non bisogna esser dei marinai provetti per poterne far richiesta infatti su navi come queste le opportunità sono svariate e molteplici come ad esempio cuoco, cameriere, impiegato di negozio, idraulico, elettricista, animatore e chi più ne ha più ne metta.

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    Questo è l’unico sistema che non ti farà spendere soldi per gli spostamenti ed avrai tempo tra un turno di lavoro e l’altro di scender dalla nave e visitare il luogo in cui è momentaneamente attraccata, ovviamente l’unico inconveniente è che non potrai scegliere tu le destinazioni da visitare, ma il mondo è talmente grande e ricco di meraviglie che anche il più piccolo angolo terrestre può riservare delle piacevoli sorprese.

     

    Ti avevo avvisato che non ti avrei detto niente di nuovo o quasi, ma se ci fermiamo a riflettere attentamente questi sono 3 semplici espedienti per viaggiare spendendo in più mesi gli stessi soldi che si spenderebbero per due settimane alle Maldive, con la differenza che per quanto fantastiche siano queste isole tropicali alla fine della vacanza i ricordi più belli li ritroverai solo sulle foto che hai scattato, mentre esperienze di viaggio formative e di crescita come quelle che ti ho suggerito oltre al ricordo delle persone che hai incontrato e dei luoghi in cui hai vissuto ti migliorano la vita e alla fine anche se avrai meno soldi di quando sei partito, ti sentirai comunque più ricco.

    Viaggiare è una scuola di vita.

    – GIO –

     




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