wanderlust

  • La nostalgia, o meglio il SAUDADE….

    Tornando da alcuni viaggi o nell’esatto momento della partenza verso luoghi non ancora conosciuti, a volte si prova un forte sentimento, questo concetto molto astratto ha un termine vero e proprio che ho scoperto chiamarsi Saudade in portoghese Brasiliano.

    Vi è mai capitato di sentire un mix di emozioni così forti da pervadere il vostro animo ripensando ad un luogo, un evento, un occasione in particolare oppure a delle persone con le quali avete condiviso attimi di vita pura? 

    E magari che questo sentimento così pieno e disorientante, in un istante ci ricordi che quei momenti o luoghi sono ormai lontani…ed una scia di nostalgia malinconica accompagna il ricordo lasciando la forte volontà di rivivere ciò che ci manca.

    Il Saudade, è un forte sentimento ricondotto al “ricordo nostalgico” accompagnato da una veloce malinconia; termine di origine Luisitana, popolazione dell’occidente della penisola Iberica, che ai giorni nostri corrisponde al Portogallo, infatti il termine ha probabilmente origine all’epoca del colonialismo Portoghese.

    Etimologicamente, deriva dal latino solitùdo, solitudinis, solitudine, isolamento e salutare, salutatione, saluto.

    Il termine è così particolare, efficace e carico di significati che in Italiano non trova a pieno una corrispondenza.

    La peculiarità di questo sentimento, non  è solo quella di provare “nostalgia” per ciò che è stato, ma spesso  esprime “malinconia per qualcosa che non si è vissuto” o “nostalgia del futuro”, in queste accezioni tale parola non trova a pieno una corrispondenza nella lingua Italiana con un unico termine.

    Musicalmente parlando, può essere accostato al “blues”, il cui nome trae origine da un termine americano, “blue”, che indica anch’esso un misto di tristezza e malinconia di cui non sempre si riesce a spiegare il motivo preciso.

    Attualmente, nella comunità Brasiliana stessa in molti hanno cercato di dare un interpretazione al “saudade”, ma qualsiasi definizione non è mai risultata quella definitiva.

    La potenza di questo sentimento senza un tempo preciso, che guarda sia al passato che al futuro, che spazia dalle persone agli amori, dai luoghi ai paesi e dai ricordi di cibi ai cari che non ci sono più può essere approssimativamente ricondotto allo struggimento, alla mancanza, e alla tristezza di un ricordo felice.




  • Viaggiatori si nasce? La risposta è Wanderlust!

    Se siete spinti a viaggiare non solo dalla curiositá, dalla semplice voglia di farlo ma anche da un inspiegabile desiderio che palpita dentro di voi allora si tratta di Wanderlust!

    Il termine gia abbastanza noto nel mondo musicale, introdotto attraverso il singolo dei R.E.M. “wanderlust” nel 2004, affronta la tematica del viaggio nella maniera particolare e sensibile che distingue la band.

    Da quanto appurato attraverso vari studi invece, (tra cui la ricerca di David Dobbs del National Geographic, un valido Blog di Psicologia ed altri) questo forte desiderio di viaggiare è stato ricondotto al gene DND4 e DND4-7R rintracciati nel nostro DNA ed associato ad alti livelli di dopamina nel cervello.

    Questi, sarebbero il motore e la causa che ci invogliano ad esplorare e a correre maggiori rischi nella sperimentazione del viaggio verso nuovi luoghi, cose, cibi, idee, opportunità e relazioni diverse da tutto ciò che già ci appartiene e conosciamo.

    L’etimologia della parola di origine inglese deriva da wander + lust ; Wander significa passeggiare, vagare, allontanarsi; Lust invece, esprime la voglia, la bramosia ed il desiderio. (Dalla definizione dell’ Oxford English Dictionary 2013 ” strong desire to travel: a man/woman consumed by wanderlust).

    Quindi non poteva esserci termine migliore per questa bellissima sindrome del viaggiatore!

    Questa perenne voglia e necessitá di viaggiare, trovati in questi specifici geni, vengono attribuiti soltanto al 20% della popolazione; infatti in molti custodiscono il desiderio di partite ed affrontare nuove avventure, ma in pochi lo fanno.

    Questo “gene del viaggiatore” è piú comune in popoli che hanno avuto in un passato storico oppure recente, un trascorso di spostamenti, trasferimenti oppure flussi migratori che li hanno spinti a cercare se stessi o la propria fortuna altrove.

    In chiave moderna, questa sete di viaggiare e nutrire la propria anima di esperienze a 360 gradi, rappresenta la voglia di costruire noi stessi attraverso nuove esperienze in giro per il mondo.

    Il sentimento che pervade questi “cittadini del mondo” fa si che l’ultimo viaggio affrontato, non sia mai davvero l’ultimo…



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