vivere viaggiando

  • CLIMA E STAGIONI IN NEPAL: QUANDO ANDARE E COSA FARE!

    Noi avendo passato 3 mesi in Nepal e girando in lungo e in largo, dalle valli alle montagne, in clima di monsoni ci siamo specializzati in : come inseguire le piogge! :p

    Scherzi a parte, ci sono pro e contro di ogni stagione in cui si sceglie di venire in Nepal:

    durante i monsoni, si é in bassa stagione quindi i prezzi saranno di gran lunga più bassi rispetto all’alta stagione e ora vi spieghiamo anche perché!

    Gli inverni monsonici, sono caratterizzati da un clima instabile accompagnato da improvvise tempeste in stile tropicale e un elevatissimo grado di umidità;

    la primavera invece viene associata ala stagione dal clima caldo con qualche ritorno in stile monsonico, in cui si passa da elevate temperature per svariati giorni ad improvvise e violente piogge che spesso durano pochissimo e seguono un sole brillante e dei tramonti pacifici accompagnati da agglomerati di nuvole.

    Per quanto riguarda le zone periferiche e rurali dominate dal colore marrone della terra dato dalla lunga stagione secca, i fiori iniziano a spuntare e germogliare non appena le piogge si fanno più frequenti verso giugno.

    Ora un breve riepilogo descrittivo delle stagioni:

    OTTOBRE-NOVEMBRE

    Dopo che i monsoni sono terminati, le valli ed i campi colorano il paesaggio di un intensissimo verde che si sposa benissimo con il panorama che si può ammirare ora che finalmente il cielo è limpido e lascia spazio alle altissime vette innevate che dominano l’orizzonte.

    L’umidità è in continua discesa e le giornate sono calde e soleggiate,mentre le notti sono più fresche; questo é il periodo perfetto per tutte le attività outdoor ed il trekking!

    Infatti il cielo è chiaro e fresco, la vista dalle montagne è superba e le strade di Pokhara si popolano di turisti che vengono da ogni parte del mondo, che sorseggiano chai e altri the caldi aromatizzati che profumano le strade.

    Questa è senza dubbio la stagione alta in cui si segna il picco turistico, non solo per gli amanti del trekking, ma anche per coloro che scelgono questi due mesi per festeggiare le ricorrenze più importanti del paese;

    Infatti si celebrano i festival del Dashain, Tihar/ Diwali.

    Temperature medie: diurne 24-27°C; notturne 12-16°C

    DICEMBRE-GENNAIO-FEBBRAIO

    I mesi invernali sono noti come la stagione secca Nepalese, in quanto se va bene piove una volta al mese.

    Le caratteristiche di questi mesi sono le mattine ed i pomeriggi freddi accompagnati da un cielo chiaro e sereno che consente di scattare fantastiche foto alle montagne circostanti.

    É possibile fare trekking anche in questi mesi, in quanto ci sono sentieri brevi e poco impegnativi che non vengono bloccati dalla neve, ma è sempre consigliabile avere la massima esperienza in questi casi.

    I mezzogiorni sono caldi e permettono di indossare t-shirt senza alcun problema, un maglioncino é comunque doveroso portarselo dietro.

    Verso l’anno nuovo si festeggia il street festival, colorando tutte le strade, i locali ed accompagnando il tutto con musiche locali.

    Questo clima di festa risulta quasi incantato quando le piccole valli, circondate da montagne al di sopra dei 2000 m si coprono di neve.

    Una caratteristica poco piacevole della stagione secca resta il costante velo di polvere nell’aria che può risultare un po’ fastidioso.

    Temperature medie: diurne 19-25°C , notturne 5-9°C

    MARZO-APRILE-MAGGIO

    Non appena il clima si riscalda un pochino le nuvole iniziano a comparire ed improvvisamente possono far la loro comparsa anche le tempeste.

    In questo periodo la regione dell’Annapurna e le foreste nei dintorni iniziano a fiorire circondando le vette innevate di queste ultime.

    In questo periodo il trekking non è molto praticato, sebbene il mese di maggio sia già l’ideale in quanto è caldo e le polveri non sono presenti a basse altitudini.

    Temperature medie: diurne 30-30°C, notturne 13-18°C.

    GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO-SETTEMBRE

    Durante i monsoni i percorsi di trekking diventano insidiosi a causa dell’umiditá e quindi molto scivolosi.

    In questi mesi è comunque possibile farlo nella bellissima zona del Mustang e Dolpo, in quanto lì il clima é molto più asciutto e caldo in quanto ai monsoni viene bloccato il passaggio dalle regioni dell’Himalaya.

    In media ogni mese si registrano precipitazioni per 800mm quasi tutte durante i pomeriggi e la notte.

    Ovviamente i monsoni portano vigore all’ecosistema circondando il paesaggio di intense tonalità di verde.

    Le mattine fresche portano spesso anche un cielo chiaro che consente di vedere le cime dell’Annapurna spuntare dal paesaggio circostante di Pokhara.

    Temperature medie: diurne 30°; notturne 20-22°C.




  • La nostalgia, o meglio il SAUDADE….

    Tornando da alcuni viaggi o nell’esatto momento della partenza verso luoghi non ancora conosciuti, a volte si prova un forte sentimento, questo concetto molto astratto ha un termine vero e proprio che ho scoperto chiamarsi Saudade in portoghese Brasiliano.

    Vi è mai capitato di sentire un mix di emozioni così forti da pervadere il vostro animo ripensando ad un luogo, un evento, un occasione in particolare oppure a delle persone con le quali avete condiviso attimi di vita pura? 

    E magari che questo sentimento così pieno e disorientante, in un istante ci ricordi che quei momenti o luoghi sono ormai lontani…ed una scia di nostalgia malinconica accompagna il ricordo lasciando la forte volontà di rivivere ciò che ci manca.

    Il Saudade, è un forte sentimento ricondotto al “ricordo nostalgico” accompagnato da una veloce malinconia; termine di origine Luisitana, popolazione dell’occidente della penisola Iberica, che ai giorni nostri corrisponde al Portogallo, infatti il termine ha probabilmente origine all’epoca del colonialismo Portoghese.

    Etimologicamente, deriva dal latino solitùdo, solitudinis, solitudine, isolamento e salutare, salutatione, saluto.

    Il termine è così particolare, efficace e carico di significati che in Italiano non trova a pieno una corrispondenza.

    La peculiarità di questo sentimento, non  è solo quella di provare “nostalgia” per ciò che è stato, ma spesso  esprime “malinconia per qualcosa che non si è vissuto” o “nostalgia del futuro”, in queste accezioni tale parola non trova a pieno una corrispondenza nella lingua Italiana con un unico termine.

    Musicalmente parlando, può essere accostato al “blues”, il cui nome trae origine da un termine americano, “blue”, che indica anch’esso un misto di tristezza e malinconia di cui non sempre si riesce a spiegare il motivo preciso.

    Attualmente, nella comunità Brasiliana stessa in molti hanno cercato di dare un interpretazione al “saudade”, ma qualsiasi definizione non è mai risultata quella definitiva.

    La potenza di questo sentimento senza un tempo preciso, che guarda sia al passato che al futuro, che spazia dalle persone agli amori, dai luoghi ai paesi e dai ricordi di cibi ai cari che non ci sono più può essere approssimativamente ricondotto allo struggimento, alla mancanza, e alla tristezza di un ricordo felice.




  • Viaggiatori si nasce? La risposta è Wanderlust!

    Se siete spinti a viaggiare non solo dalla curiositá, dalla semplice voglia di farlo ma anche da un inspiegabile desiderio che palpita dentro di voi allora si tratta di Wanderlust!

    Il termine gia abbastanza noto nel mondo musicale, introdotto attraverso il singolo dei R.E.M. “wanderlust” nel 2004, affronta la tematica del viaggio nella maniera particolare e sensibile che distingue la band.

    Da quanto appurato attraverso vari studi invece, (tra cui la ricerca di David Dobbs del National Geographic, un valido Blog di Psicologia ed altri) questo forte desiderio di viaggiare è stato ricondotto al gene DND4 e DND4-7R rintracciati nel nostro DNA ed associato ad alti livelli di dopamina nel cervello.

    Questi, sarebbero il motore e la causa che ci invogliano ad esplorare e a correre maggiori rischi nella sperimentazione del viaggio verso nuovi luoghi, cose, cibi, idee, opportunità e relazioni diverse da tutto ciò che già ci appartiene e conosciamo.

    L’etimologia della parola di origine inglese deriva da wander + lust ; Wander significa passeggiare, vagare, allontanarsi; Lust invece, esprime la voglia, la bramosia ed il desiderio. (Dalla definizione dell’ Oxford English Dictionary 2013 ” strong desire to travel: a man/woman consumed by wanderlust).

    Quindi non poteva esserci termine migliore per questa bellissima sindrome del viaggiatore!

    Questa perenne voglia e necessitá di viaggiare, trovati in questi specifici geni, vengono attribuiti soltanto al 20% della popolazione; infatti in molti custodiscono il desiderio di partite ed affrontare nuove avventure, ma in pochi lo fanno.

    Questo “gene del viaggiatore” è piú comune in popoli che hanno avuto in un passato storico oppure recente, un trascorso di spostamenti, trasferimenti oppure flussi migratori che li hanno spinti a cercare se stessi o la propria fortuna altrove.

    In chiave moderna, questa sete di viaggiare e nutrire la propria anima di esperienze a 360 gradi, rappresenta la voglia di costruire noi stessi attraverso nuove esperienze in giro per il mondo.

    Il sentimento che pervade questi “cittadini del mondo” fa si che l’ultimo viaggio affrontato, non sia mai davvero l’ultimo…



  • I lavori con cui potrai girare il mondo partendo fin da subito

    Ti piacerebbe girare il mondo ma credi di non aver abbastanza soldi per farlo?

    In questo articolo voglio proporti una lista di lavori o soluzioni, assolutamente alla portata di tutti, che potranno permetterti di partire fin da subito per fare le tue prime esperienze di viaggio senza dover spendere un capitale e soprattutto riuscendo ad autofinanziarsi gran parte del viaggio senza dover partire con chissà quanti soldi messi da parte.

    Ovviamente non stiamo parlando di lavori strapagati, ma semplicemente di soluzioni alle quali forse non avevi mai pensato concretamente ma che possono permetterti di girare tanti paesi senza dover spender migliaia di euro ogni mese.

    E’ lapalissiano che si tratta di espedienti che difficilmente potranno aiutarti in posti come la Polinesia Francese o comunque mete troppo turistiche e costose, ma alcuni di essi ti consentiranno semplicemente di lavorare qualche ora al giorno per poi passare il resto della giornata o il weekend per visitare il paese che ti sta ospitando.

     

    Curioso di sapere di cosa si tratta?

    Ora ci arriviamo, ma prima di tutto voglio che ti sia chiaro che quello che sto per svelarti non è niente di nuovo, probabilmente lo avrai già letto da qualche parte, ma per renderti conto di quanto basti poco per realizzare un sogno come quello di viaggiare a lungo voglio prima farti uscire dai preconcetti e la visione sfuocata che la società ci ha sempre inculcato in testa, ovvero l’idea che per viaggiare ci vogliano tanti soldi.

    Di cosa sto parlando? Semplice, del modello di vita che sin da piccoli ci hanno spinto a seguire come unica ricetta per la felicità e il miglioramento della propria esistenza, ovvero che tutto ha un prezzo e per avere tutto ci vogliono i soldi, come se il mondo dovesse per forza girare attorno ad essi rendendoci tutti schiavi di questo.

    Non trovo che ci sia niente di male nel cercare di migliorare la qualità della propria vita arricchendosi, fino a poco tempo fa ero convinto anche io che fosse l’unico sistema per poi un giorno realizzare il sogno di viaggiare per il mondo, ma la tensione spasmodica verso il successo, l’avere più soldi per migliorare il proprio status sociale comprando una marea di cose assolutamente inutili che poi vanno mantenute e cambiate continuamente…è fin troppo evidente che è un modello capace solo di produrre frustrazione e falsi miti e che alla lunga ti distaccano da quelli che inizialmente erano i tuoi veri obbiettivi.

     

    Per viaggiare bisogna diventare viaggiatori e non rimanere turisti, una volta acquisito questo semplice concetto ti accorgerai che tutto quello di cui hai bisogno può stare in uno zaino e quello che ti serve sarà solo la voglia vi partire, il coraggio di farlo e la convinzione che sia la strada giusta per te.

     

    Riassumendo il tutto lasciati alle spalle i preconcetti, apri la mente e leggi questa lista pensando solo ad una cosa: viaggiare, scoprire, conoscere e imparare. Sono queste le cose che ti interessano se hai cominciato a leggere questo articolo e ciò che conta non è il mezzo ma il fine, quindi le rinunce da fare saranno tante ma quando ti troverai sdraiato su una spiaggia bianca in Thailandia o a girovagare per il Grande Bazar di Instanbul forse ti accorgerai che in realtà non ti mancherà niente per sentirti appagato.

     

    Ecco la lista dei 3 principali lavori assolutamente alla portata di chiunque voglia veramente conoscere il mondo senza avere a disposizione un patrimonio che gli consenta di stare via tanto tempo e girare continuamente:


     

    #1 –  Volontariato all’estero

    E’ la prima grande opportunità che ti permette di conoscere un paese e la gente che lo abita e ti offre la possibilità di fare del bene per sè e per gli altri in cambio di vitto e alloggio. Fare volontariato non significa solo aiutare i bambini che muoiono di fame in Eritrea o aiutare gli sfollati nelle zone di guerra, ma ci sono tanti modi per aiutare gli altri e ricevere in cambio molto di più di quello che viene donato.

    volunteer1

    Sul questo sito è possibile selezionare il tipo di aiuto che si vuol dare, soprattutto in base alle proprie capacità e predisposizioni perchè ovviamente ognuno di noi è portato più per determinate cose piuttosto che altre (aiutare bambini, insegnare, curare animali, cucinare, lavori manuali ecc), selezionare il paese o la città in cui si intende arrivare e la durata della permanenza. In automatico il sito tramite una ricerca ti indirizza verso tutte le strutture che rispettano maggiormente le tue richieste affinchè tu possa prendere contatti direttamente con l’associazione di riferimento ed avere ulteriori chiarimenti sul funzionamento.

    Considera che quando ti rendi utile agli altri ed in cambio avrai vitto e alloggio (e molto di più) nessuno mai ti dirà di andartene, cosa che invece ovviamente ti succederà in un hotel se non avrai più soldi per permetterti la stanza, quindi la permanenza in un posto non sarà determinata dalla capienza del tuo portafoglio ma semplicemente dalla voglia che avrai di rimanerci.

     


     

    #2 – World Wide Opportunities on Organic Farms

    Ovvero WWOOF che non è altro che un’organizzazione internazionale che da la possibilità di lavorare in aziende agricole biologiche ed in cambio di 4-6 ore di lavoro al giorno avrete vitto, alloggio ed ovviamente il restante tempo della giornata per esplorare il luogo ed immergervi nella cultura del posto senza oltretutto sottovalutare l’esperienza di lavoro acquisita lavorando la terra e conoscendo le piante e le tecniche di coltivazione.

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    Un ottimo compromesso tra lavoro, natura ed esplorazione che ti permetteranno di spostarti da farm a farm e così in lungo tempo girovagare per tanti paesi e magari grazie alle conoscenze acquisite mentre si è in un posto anche l’occasione di valutare altre proposte di lavoro.

     


     

    #3 – Nave da crociera

    Lavorare su una nave da crociera è il miglior modo per girare il mondo nel vero senso della parola ed esser realmente retribuiti non solo con vitto ed alloggio ma avendo un vero e proprio salario. Sicuramente è un lavoro stancante ed impegnativo ma che ti da la possibilità di visitare un infinità di luoghi nel mondo senza spender un euro per spostarti.

    Su questo sito sono raccolte tutte le offerte di lavoro delle maggiori compagnie di navi da crociera, e non bisogna esser dei marinai provetti per poterne far richiesta infatti su navi come queste le opportunità sono svariate e molteplici come ad esempio cuoco, cameriere, impiegato di negozio, idraulico, elettricista, animatore e chi più ne ha più ne metta.

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    Questo è l’unico sistema che non ti farà spendere soldi per gli spostamenti ed avrai tempo tra un turno di lavoro e l’altro di scender dalla nave e visitare il luogo in cui è momentaneamente attraccata, ovviamente l’unico inconveniente è che non potrai scegliere tu le destinazioni da visitare, ma il mondo è talmente grande e ricco di meraviglie che anche il più piccolo angolo terrestre può riservare delle piacevoli sorprese.

     

    Ti avevo avvisato che non ti avrei detto niente di nuovo o quasi, ma se ci fermiamo a riflettere attentamente questi sono 3 semplici espedienti per viaggiare spendendo in più mesi gli stessi soldi che si spenderebbero per due settimane alle Maldive, con la differenza che per quanto fantastiche siano queste isole tropicali alla fine della vacanza i ricordi più belli li ritroverai solo sulle foto che hai scattato, mentre esperienze di viaggio formative e di crescita come quelle che ti ho suggerito oltre al ricordo delle persone che hai incontrato e dei luoghi in cui hai vissuto ti migliorano la vita e alla fine anche se avrai meno soldi di quando sei partito, ti sentirai comunque più ricco.

    Viaggiare è una scuola di vita.

    – GIO –

     




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