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  • Lipston’s Seat e le piantagioni di tea in Sri Lanka

    Oggi visiteremo una delle piantagioni di tea più belle ed estese dell’intero Sri Lanka, in cima alle quali si trova il Lipton’s Seat dal quale è possibile godere di una vista davvero mozzafiato.

    Si parte da Haputale, situata nel centro sud del paese, molto nota per le piantagioni di tea iniziate da T. Lipton.
    Ad una altezza di ca. 15.000 metri sul mare, il paesaggio attorno alle coltivazioni è spettacolare: si hanno scorci di organizzatissimi appezzamenti di terra con le piante tutte in fila, suddivisi in blocchi ben precisi; una varietà di alberi altissimi sorgono dalle piantagioni regalando un po’ di ombra, addirittura a quest’altezza in mezzo a tutto questo vigoroso verde spuntano pure delle palme qua e lá!


    L’idea di far visita alla Factory è venuta spontanea quando una mattina svegliandoci all’alba per goderci il panorama dalla cima, abbiamo notato un autobus pieni di gente dirigersi ad una trentina di km dal centro cittá di Haputale, in una zona comunemente nota per le piantagioni di tea…infatti si stavano dirigendo tutti a lavoro.
    Al che abbiamo ben pensato di non accontentarci solo della meravigliosa vista delle piantagioni circostanti alla nostra Guest House immersa nel verde, ma di andare direttamente in visita alla madre di queste: La Dambatenne Tea Factory.
    Su consiglio del locali il giorno seguente ci siamo diretti in loco con un Tuc-tuc prima dell’alba, per goderci lo spettacolo della palla infuocata elevarsi dalle distese di tea.
    La strettissima strada, le curve ed i su e giú del piccolo mezzo hanno reso l’inizio della giornata un po’ avventuriero ed impazienti di arrivare sulla cima per apprezzare i primi raggi di sole sulla pelle, che dopo l’aria fresca del primo mattino risultano ancora piú piacevoli.


    Il costo del tuc-tuc è di 1200 Lkr per l’andata (fino alla Lipton Seat con il view point), e 1500 compreso il ritorno.
    Non abbiamo preso il bus semplicemente per arrivare prima del lavoratori e sistemarci in cima al View point detto Lipton’s Seat in attesa del sorgere del sole, magari sorseggiando una bella tazza di tea fumante.
    Per chi fosse interessato all’autobus verso la Lipton Factory da Haputale, la partenza è prevista intorno alle 07:00 una volta che il bus si è riempito, con un economico ticket di 28 Lkr.
    Per raggiungere il Lipton’s Seat, dove è possibile ammirare tutto il panorama da un view point bisogna pagare un ticket di 50 Lkr a persona e 50 lkr anche per il tuc-tuc se vi fate accompagnare fino in alto, altrimenti si pagano i biglietti senza includere il mezzo e si percorrono ca. 4 km a piedi fino alla cima.
    Una volta ammirato il panorama dalla cima, o ci si dirige verso la fabbrica di the a 7km di distanza a piedi oppure in Tuc-tuc.
    La fabbrica è operativa 24 giorni al mese, eccetto le domeniche di riposo in cui ovviamente non è visitabile.


    Per il tour al suo interno non ci sono orari precisi, si arriva all’entrata dove c’è il manager addetto alla visita ed appena si forma un gruppetto di persone il tour parte; dura 20 minuti al costo di 250 Lkr a persona.
    All’interno della fabbrica ci attende una visita guidata in Inglese con la spiegazione dei processi di produzione dei vari tea, sino al raggiungimento di 8 tipologie diverse derivanti dalla stessa qualitá di foglia di tea.
    Quattro di queste ultime sono le piú pregiate, mentre le altre subendo un tipo di lavorazione diversa sono meno elaborate e comunemente vendute a prezzi bassi.
    Ogni giorno vengono raccolti a mano all’incirca 20.000 Kg di foglie di tea dalla cima delle piante, e circa l’85% di queste sono foglie giovani dalle quali si ricava un prodotto finito migliore.
    Dopo la lavorazione si ottengono 4,600 kg giornalieri di tea finito da vendere alle aste nella capitale; di questi soltanto la metá vengono venduti alla Lipton, i restanti tutti ad acquirenti locali.


    Sembrerá strano che la Lipton Factory non venda tutto il prodotto esclusivamente alla Lipton appunto, in realtà della connessione tra la fabbrica e le piantagioni è rimasto solo il nome di Thomas Lipton, investitore e ideatore del marchio.
    Infatti l’attività iniziata nel 1800 da questo lungimirante personaggio che si innamorò del paesaggio di questa terra, diede luogo ad uno dei primi esempi di marketing “One to All”, ovvero di distribuzione da “Uno a tutta la massa”; in seguito la fabbrica venne rilevata la un imprenditore Cingalese che tutt’oggi continua a condurre l’attività iniziata piú di 200 anni fa.



  • Il nostro Nepal – Viaggio di 3 mesi tra Kathmandu, Pokhara e Lumbini

    Il Nepal, un paese sicuramente speciale per noi, in quanto è stata la nostra seconda meta di viaggio del giro del mondo, nonché primo paese del continente Asiatico.

    Prima di arrivarci non sapevamo bene cosa aspettarci, ma eravamo carichi di emozioni ed adrenalina!

    Partendo da Sofia, con un cambio a Doha per poi raggiungere la capitale il viaggio si è mostrato lungo, ma nulla di così grave da poter abbattere i nostri curiosi spiriti!

    Appena atterrati a Kathmandu, siamo stati accolti da una bellissima tempesta in stile monsonico: una forte pioggia, accompagnata da folate di aria calda per darci il benvenuto!

    L’impatto iniziale, una volta raggiunto il centro della città, o meglio la parte turistica è stato uno shock!

    Non a caso, l’inquinamento atmosferico a Kathmandu non è una cosa da poco; infatti è la città sotto il milione di abitanti più inquinata al mondo!

    Non riuscivamo a vedere oltre ai 30 metri di distanza e gli occhi bruciavano.

    Il respiro era difficoltoso, la gola poco dopo sembrava essere graffiata all’interno.

    Appena scesi dal taxi ci siamo trovati immersi in una distesa di fango e pozzanghere per le strade (non pavimentate a parte i corsi principali).

    Insomma l’arrivo è stato abbastanza traumatico, ma ci siamo dati il tempo di abituarci al tutto, per poter cogliere ciò che di bello c’era!

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    Avendo deciso di passare 3 mesi in Nepal, la metà dei quali sotto i monsoni ci siamo messi l’anima in pace ed abbiamo deciso di occupare il nostro tempo in maniera costruttiva e utile facendo volontariato.

    Per il nostro progetto, avevamo deciso di metterci in gioco offrendo tutte le nostre conoscenze, io come insegnante di lingue e Gio come tutto fare!

    Abbiamo trovato una scuola (di 300 bambini) disponibile ad accoglierci in un piccolo villaggio a 2 ore dalla capitale…inutile dirvi che è stata un esperienza forte, sorprendente e che ci ha permesso di avvicinarci a questo popolo ancora di più!!

    Sono tanti i bambini che ci portiamo nel cuore, e tutt’oggi ci sentiamo regolarmente con il preside della scuola.

    La difficoltà maggiore in certe situazioni, è che ci si sente impotenti perché si vorrebbe aiutare tutti; a dir la verità anche in colpa, perchè noi siamo stati semplicemente più fortunati a nascere in un paese benestante…quindi nella testa balenano strani pensieri, accompagnati però da tanta voglia di fare ed aiutare!

    Per cui, anche se non abbiamo potuto donargli il mondo come avremmo tanto voluto fare, gli abbiamo regalato tutto il nostro tempo e prima di andarcene ci siamo assicurati che passassero una bellissima giornata all’insegna del gioco, regalandogli caramelle e materiale scolastico.

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    Dopo aver vissuto un’esperienza del genere, tutto il viaggio assume una forma diversa, un significato diverso, per cui a quel punto il Nepal ci era già entrato nel cuore!!

    Non solo grazie ai bambini, ma anche spostandoci nelle diverse cittá e muovendoci lentamente abbiamo avuto la possibilità di conoscere persone fantastiche che sono diventati dei veri e propri amici per noi!

    Con loro abbiamo vissuto esperienze uniche: conosciuto le loro famiglie, festeggiato con loro i tanti festival che ci sono in Nepal, fatto delle gite insieme e passato le serate a ridere e scherzare!!!

    A tal proposito una nota la merita la pittoresca Pokhara, non solo per le conoscenze fatte, ma per l’incantevole vista del Lago Phewa e tutto il circondario di montagne (ai quali noi non siam abituati) che donano una vista da cartolina!!!

    Dalla nostra lunga permanenza in questa città abbiamo potuto constatare la differenza del Nepal con e senza i monsoni, che é abissale!!

    L’aria è più respirabile, non ci sono più pozzanghere o fango e non si sente l’umidità addosso tutto il tempo! A quel punto il Nepal era perfetto…quasi magico!!

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    La magia di questo paese va assolutamente attribuita alle incantevoli montagne, alle viste mozzafiato ed il rigoroso verde che predomina ovunque!!

    Pensate che nemmeno gente di mare convinta come noi, ha saputo resistere alla possibilità di fare un breve trekking sul monte Panchase!

    E sanguisughe a parte, nulla da dire…ancora ritornano in mente i panorami visti dall’alto e le luminose vette innevate al sole, così luccicanti da sembrare photoshoppate! 😛

    Dovendo ritornare nella capitale per richiedere il visto Indiano abbiamo dato una seconda possibilitá a Kathmandu, e dobbiamo ammettere che fuori dal periodo dei monsoni è decisamente più vivibile ed è possibile apprezzarne le sue bellezze e la sua unicità.

    Il caos, il traffico e gli odori forti che la caratterizzano sono sempre gli stessi, ma probabilmente il vero Nepal risiede proprio qui.

    Prima di lasciare questo paese abbiamo fatto tappa a Lumbini, altro patrimonio dell’Unesco, ed è stata un’altra sorpresa perchè il complesso di templi provenienti da ogni parte del mondo è veramente pittoresco ed affascinante.

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    Insomma questo Nepal ci ha regalato tanto, e noi personalmente, lo risceglieremmo come tappa per un primo viaggio in Asia altre 1000 volte!!

    Guardando indietro alla nostra esperienza e scrivendo dall’India, ringraziamo di aver vissuto il Nepal prima di arrivare quì, soprattutto per aver funto da “preparazione soft” in vista di questo sovraffollato paese che abbiamo constatato essere molto “tosto” da visitare per la prima volta, insomma non è sicuramente una meta turistica per tutti…ma ne parleremo meglio più avanti.



  • Lavorare in Nepal: come gudagnare più del Presidente!!!

    Avendo passato 3 mesi in Nepal, a stretto contatto con i locali abbiamo avuto la fortuna di instaurare vere amicizie con gente del posto e parlare di tematiche che ci hanno aperto ad un mondo fino ad allora sconosciuto!

    In breve tempo ci siamo abituati alla moneta locale, sapendo definire i prezzi giusti da pagare sia per quanto riguarda i trasporti che il cibo ed ovviamente ci siamo soffermati un po’ di più a pensare ai prezzi fatti pagare ai turisti in generale.

    È’ risaputo che le zone turistiche sono fatte per spennare i turisti, che giustamente pur rendendosi conto del prezzo gonfio a volte contrattano oppure altre volte lasciano perdere direttamente in quanto, il cambio con la nostra moneta fa ridere…infatti a volte si parla di pagare da pochi centesimi a qualche € in piú.

    Tralasciando i prezzi da baracchini e ristoranti delle zone “in”, ci siamo resi conto che alcune attività di svago, pur costando meno rispetto agli standard Europei vengono pagati un capitale considerando che siamo in Nepal.

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    Avendo stretto amicizia con tantissimi giovani Nepalesi che possiedono agenzie di trekking, ristoranti, negozi ed alberghi abbiamo iniziato a tastare il terreno chiedendo anche a loro maggiori informazioni fino a quando proprio alcuni di loro che fanno i paraglider hanno apertamente raccontato la loro realtá in un paese complesso come questo.

    Molti di questi ragazzi lavorano presso agenzie, altri invece sono sia paraglider che titolari delle stesse attivitá.

    Frequentando questa compagnia di giovani, ci siamo da subito resi conto che non erano semplici ventenni dalla vita modesta come ci aspettavamo noi venendo da un paese bellissimo ma pieno di difficoltá lavorative e sociali, ma rispecchiavano uno standard di vita lussuoso e sopra le righe.

    Non ci abbiamo messo molto a capire che non solo chi possiede varie attivitá può permettersi una vita agiata, ma soprattutto chi appartiene all’elite dei paraglider viene considerato come una Rockstar!

    Vi starete chiedendo il perchè, ma prima di raccontarvi tutto vi daremo delle info extra per contestualizzare meglio il rapporto lavoro e stipendi in questo paese.

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    La maggior parte dei lavori pesanti vengono svolti da donne, questo perchè alcune delle piaghe del Nepal quali alcool e droga spesso coinvolgono il capo famiglia che si lascia trascinare dagli eventi e non si prende cura del nucleo famigliare, quindi la donna è costretta a fare i lavori pesanti che noi solitamente associamo all’uomo.

    Alcuni tra i lavori piú comuni sono nell’edilizia oppure come “muli da trasporto” caricandole di materiale edilizio (ad es. sabbia, sassi, mattoni) che deve essere poi lavorato, setacciato e trasportato con dei cesti giganti di paglia da appoggiare alla testa con una fascia.

    Noi, assistendo a certe situazioni abbiamo chiesto ai nostri amici come mai queste mansioni così pesanti venissero svolte dalle donne piuttosto che dagli uomini, e loro ci hanno spiegato che le donne vengono assunte maggiormente perché rispetto agli uomini vengono pagate la metà, infatti una giornata di lavoro edile viene pagata 500-600 rupie alla donna,sui 4,50€ e all’uomo il doppio!

    E considerate che non sono lavori stabili, ma vanno a giornate!

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    Un insegnante pubblico guadagna mensilmente sulle 12-13.000 rupie,(sui 100-110€);

    Un infermiera guadagna dalle 12,000 alle 15,000 rupie (100 ai 130€),a seconda dell’ospedale se pubblico o privato.

    Il primo ministro Nepalese invece guadagna 56,400 rp. ( 476€)

    Il presidente del Nepal: 109,410 rupie, (923€)

    Queste erano giusto delle informazioni per avere un idea del rapporto tra il lavoro e gli stipendi; ma allora quanto guadagnano quelli che hanno business che ruotano attorno al turismo? Quelli che non hanno prezzi che rispecchiano cifre medie che un Nepalese qualunque spenderebbe, ma che un Europeo, oltretutto turista che viene a farsi la vacanza qui spenderebbe?

    Concentriamoci sulle attivitá turistiche più dispendiose, quali: giri turistici sugli aerei ultra-leggeri, bungee jumping, paragliding ecc.

    Non abbiamo informazioni verificate su tutte le attivitá, ma possiamo raccontarvi quanto ci è stato detto dai paraglider stessi!

    Un volo in paraglide in tandem (2 persone insieme) puó costare sulle 5,000 rupie (42,37€) per i Nepalesi, invece 10,000 (85€) per i turisti;

    Il profitto del paraglider su un volo da 85€ è di 30-35 €, il resto va alla compagnia che si occupa di regolare i conti per i premessi di volo, i mini van che accompagnano i turisti ecc.

    Ma allora quanto guadagna un paraglider? Ovviamente a seconda delle discese che fanno aumenta il loro profitto mensile, i nostri amici che facendosi 2 o 3 discese tranquille al giorno per un mese, riescono a guadagnare tranquillamente 2,000€ puliti;

    invece la storia che ci ha colpito di più, è quella dei ragazzi che sfruttando i periodi di alta stagione, in cui riescono a fare anche 6-7 discese al giorno di fila per un mese, riescono a guadagnare sui 7,000 Euro puliti!!!

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    Per tornare alle proporzioni: il presidente Nepalese deve lavorare 7 mesi per guadagnare quello che un paraglider percepisce in un mese di alta stagione lavorativa!

    Ecco perché questi ragazzi sono considerati delle vere e proprie Superstar, presenziano ad ogni serata, passano la maggior parte del loro tempo libero nei club divertendosi e spendendo in una serata quello che una famiglia spenderebbe in una settimana.

    Grazie a loro abbiamo scoperto tantissimo sulla cultura Nepalese e ci hanno permesso di condividere parte della loro vita e delle loro esperienze rendendo questo viaggio ancora piú sensazionale!



  • Trekking sul monte Panchase – Nepal

    Se non siete dei master del trekking ma desiderate sperimentare questa attivitá, vi consigliamo di provare iniziando con il Panchase!
    Il modo migliore è di partire da Pokhara, sia per riposare al meglio che per avere il tempo di pensare a cosa portare nel vostro zainetto che sarà la vostra salvezza per diversi giorni e lo custodirete come fosse un tesoro! (vedi articolo)

    Noi quando abbiamo deciso di partire per diversi giorni alla scoperta della montagna del Panchase non avevamo assolutamente idea di cosa ci aspettasse e c’è da dire che non siamo tipi proprio atletici ma ci dilettiamo con le solite passeggiate e qualche corsetta in vista dell’estate magari! 😛
    La premessa è: se ce l’abbiamo fatta noi, potete farlo anche voi!

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    Per organizzare il percorso ci siamo fidati dei nostri amici del posto e di un’altra coppia di viaggiatori incontrati durante il viaggio che ci hanno spiegato dettagliatamente il percorso ed informazioni prese da depliant e internet.
    Resta di fatto che dovete sempre confutare ciò che vi viene detto per evitare di trovarvi in mezzo al nulla senza sapere dove andare; in piú occasioni vi troverete di fronte a delle scelte per quanto riguarda piccoli sentieri e percorsi e dovete avere ben chiara la geografia del luogo!
    Il peggio nello sbagliare strada, non solo è quello di allungare il percorso verso villaggi ben lontani dalla vostra meta, ma rischiare che il buio sopraggiunga mentre voi siete ancora per i sentieri!

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    Ora vi racconteremo del nostro percorso dettagliatamente, ma dopo averlo fatto pensiamo che sia meglio farlo procedendo al contrario.
    La partenza è a Pokhara, una magnifica città in cui avrete l’opportunità di rilassarvi e godere di paesaggi magnifici grazie al lago Phewa e al circondario di montagne; inoltre da una di queste ultime distinguerete la sagoma di un tempio, il World Peace Pagoda, in cui nelle giornate calde sarà possibile distinguere la punta doratata della cupola illuminata dai raggi del sole!
    Dal Lakeside di Pokhara bisogna raggiungere il villaggio di Gachichina; il modo più economico è attraverso i Local Bus, che impiega 1 ora al costo di 60 Rupie a persona.
    Altrimenti potete prendere Jeep oppure taxi, poi i prezzi sono da vedere e soprattutto contrattare…si perchè parte attiva dell’acquisto di qualsiasi cosa in Nepal è la contrattazione!
    C’è da dire che i prezzi, per un qualsiasi turista Europeo sono bassi, però a volte ci si chiede se sia giusto far guadagnare a queste persone cifre esorbitanti in un colpo solo, considerando anche il bassissimo costo della vita, per cui a volte si fa finta di contrattare pur lasciandogli delle belle somme ed altre si contratta perchè dopo che si passa un po’ di tempo in un paese si capisce bene o male come funzionano le cose e quando ci si rende conto di essere stati fregati alla grande subentra anche quel principio di testardaggine che non tollera il fatto di essere beffati solo perché si è l’ennesimo turista di turno da spennare…giá, bisogna ammettere che a volte ci si trova in situazioni dai sentimenti contrastanti!

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    Comunque,tornando al nostro trekking, dopo aver preso il soffertissimo bus locale, toccherete con mano la realtà quotidiana di persone che vivono in piccoli villaggi fuori dalle grandi aree urbane e vi renderete conto dell’abissale differenza mano a mano che salirete di quota sulle montagne!
    Una volta arrivati a Gatchichina, che tra l’altro è l’ultima fermata del bus, dovrete proseguire in direzione Sidane!
    Ci sono due sentieri che spesso si incroceranno e che portano in cima alla montagna, la differenza essenzialmente è che una è la scorciatoia tipica che taglia nel cuore della montagna e spesso è un piccolo sentiero appena percettibile; mentre l’altro percorso è ben più largo, (fatto per le auto) però allunga di molto e spesso è trafficato da mandrie di bufali selvatici.
    Mantenete la direzione Sidane e continuate a salire verso la cima della montagna Panchase per all’incirca 6 ore, e lungo il percorso vedrete dei piccoli villaggi in cui sostare per rifocillarvi e fare qualche foto caratteristica della vita rurale del posto.
    Una volta in cima al Panchase (2530m) troverete un rifugio in cui avrete la possibilitá di alloggiare in delle camere con lo stretto indispensabile, tra cui pesanti coperte per la notte; il prezzo a stanza è di 500 rupie/ 4€ ca.
    In questo rifugio sarà anche possibile mangiare piatti della cucina tipica e trovare qualche snack da sgranocchiare! I prezzi variabili, dalle 300 rupie per il dal-bath alle 60 rupie per un Chowmein/noodels precotto.

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    Dalla vetta del Panchase dirigetevi in direzione Badahure; saranno circa 2 ore abbondanti di camminata scendendo per una scalinata lunghissima sino ad arrivare al piccolo villaggio.
    Una volta lì troverete un paio di Guest House che appartengono tutte alla stessa persona, il preside della scuola del posto; la scuola è enorme e raccoglie tutti gli studenti dei villaggi adiacenti.
    Le camere a notte costano 500 o 400 rupie, rispettivamente con o senza bagno in stanza.
    Troverete delle piccole tavernette locali in cui fermarvi a mangiare spendendo sulle 150 rupie per i soliti piatti locali.
    Da Badahure dirigetevi in direzione Dampus verso l’Australian Camp, in cui arriverete con una camminata di 4 ore circa.
    Il camp è ben organizzato, ha un buon wi-fi, cosa del tutto stupefacente visto che sarete stati a secco tutti i giorni precedenti di viaggio; a seconda di quello che è il vostro budget e le vostre esigenze potrete trovare stanze dai 400 alle 800 rupie, ma i prezzi cambiano in relazione stagioni, e noi essendo andati durante i monsoni abbiamo goduto di tariffe più basse.
    Dall’Australian Camp scendete verso Dampus per meno di 1 ora di camminata, così da poter ammirare altri splendidi paesaggi dalla cima della vetta ad un altezza di 1650m.
    Una volta arrivati a Dampus potete sostare per un break prima di ripartire alla volta di Phedi, in cui sarà possibile riprendere un bus locale stra-economico verso Pokhara oppure prendere qualche taxi o mini van che costerà sicuramente di piú!

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    Una volta spiegato dettagliatamente il percorso da fare posso finalmente raccontarvi la nostra esperienza diretta!

    Il trekking non è sicuramente stato una passeggiata perchè nonostante avessimo una vaga idea di quanto sarebbero durati i percorsi, in realtá tutto è molto soggettivo…soprattutto se si parla di sentieri formati esclusivamente da scalini che proseguono per 10 km in avanzata verso la cima del monte!
    Le nostre preoccupazioni erano quelle di arrivare ai rifugi prima che il buio sopraggiungesse oppure che iniziasse a piovere.
    Inoltre appena possibile dovevamo trovare qualche fontana per riempire le nostre bottigliette per continuare ad idratarci costantemente perchè il percorso abbastanza impegnativo ed il caldo sono una accoppiata micidiale!
    Ricordate che è consigliabile bere sui 3 litri di acqua a persona al giorno mentre si fa trekking; lo so che l’acqua è pesante e bisogna trascinarsela dietro,ma la sete in quelle circostanze è tremenda e ben peggiore di un po’ di fatica in più.
    Tralasciando i nostri pensieri riguardanti il tempo ed i sentieri, il paesaggio è fantastico!!!
    Ci siamo trovati più volte in silenzio ad ammirare il panorama e di sovente rompere l’incantesimo della quiete per scattare qualche foto.
    Ed è proprio in quelle brevissime pause che abbiamo scoperto quello che è stato il nostro problema più grande: le sanguisughe!
    Gia, proprio loro si presentano come dei piccoli bruchi scuri sulle piante pronte ad arrampicarsi su qualsiasi corpo caldo che gli passi vicino.
    Nei momenti peggiori, quando la vegetazione era veramente alta, fitta ed il sentiero poco praticabile ci siamo ritrovati addosso una ventina di sanguisughe a testa…a pensarci a mente fredda dici vabbè, una volta che si attaccano le lasci fare ed appena sono “ubriache di sangue” (come si dice in gergo) si staccano da sole.
    Sì, si staccano ma ti strappano pure un bel lembo di pelle e la ferita continua a sanguinare per un sacco di tempo attirando altri insetti e diciamo che non è il massimo mentre si è in mezzo alla foresta!

    Pensate che io (Klaudia), pur essendomi coperta a dovere con leggings e calzetti alti su di questi mi sono trovata morsi sulla caviglia attraverso i calzetti ed addirittura una volta raggiunto il rifugio, mentre mi cambiavo mi sono ritrovata una sanguisuga, oramai ciccionissima e piena di sangue che mi si era attaccata sul sedere. E con questo ho detto tutto!
    Però bisogna anche dire che quesi piccoli amici sono molto presenti durante i mesi umidi e piovigginosi dei monsoni, quindi se decidete di fare qualsiasi trekking assicuratevi che sia verso ottobre-novembre che sono perfetti per questo genere di attività!
    La fatica bisogna ammettere che c’é stata, ma una volta arrivati sulle vette sembrava sparire di colpo!
    È strano come e quanto i nostri occhi continuassero a guardare quei panorami stupendi e non ne fossero mai sazi; ogni momento era buono per osservare i cambiamenti del cielo e delle sue nuvole che sembrava così vicine a noi.
    Non vi sto nemmeno a dire lo spettacolo naturale che si presenta all’alba…mozzafiato!!
    Questo trekking potete organizzarlo a vostro piacimento e farlo durare quanto volete voi e per poter vivere la semplicità dei piccoli villaggi fermandovi ogni qual volta lo desiderate.
    Noi abbiamo optato per un trekking intenso e veloce da fare in 3 notti e al quarto giorno ritornare verso Pokhara, ma potete veramente fermarvi molto di più se avete tempo, voglia ed energie!
    Se questo genere di trekking lo approviamo noi che siamo “gente di mare”, gli appassionati lo ameranno ancor di più!!



  • TREKKING SULL’ ANNAPURNA: INFO, CIRCUITI, GUIDE, PERMESSI E COSTI!

    È possibile fare diversi percorsi di trekking nella regione dell’Annapurna a seconda della preparazione e del tempo che si ha a disposizione, da diversi giorni sino più settimane.

    I sentieri più praticati hanno tea house lungo il percorso (costo da 100 a 300 rupie a persona), mentre i campeggi sono disponibili solamente nelle aree remote di trekking; ad esempio se da Pokhara partite alla volta del Panchase (facendo un percorso a semicerchio dal Lakeside per poi arrivare alla vetta e scendere verso il lato opposto nella cittá di Phedi), troverete lungo il percorso l’Australian Campus vicino a Dhampus.

    TREKKING INDIPENDENTE

    Ovvero trekking senza l’ausilio di una guida, vuol dire avere una certa preparazione fisica e conoscenza del territorio, essere dotati delle mappe necessarie ed avere tutto l’equipaggiamento base per il trekking (vedi articolo).

    Con questo tipo di trekking avrete sicuramente più libertà di movimento, decisione sul precorso e sulla durata, ma considerate tutti i vantaggi e svantaggi di dover girare da soli senza un locale che vi guidi in zone che non conoscete ed in cui la comunicazione a volte risulta difficile.

    Sopratutto in alta stagione c’è una grande richiesta di posti letto ed i prezzi iniziano ad essere molto più alti di quanto ci si aspetta, ma si può sempre cercare di contrattare!

    • PERMESSI

    Ogni trekker necessita di 2 permessi in questa regione:

    1 ACAP (Annapurna Conservation Area Permit)

    Costo: 2000 Rupie nepalesi, ovvero ca.18€ + 1 foto tessera

    1 TIMS card (Trekker’s Information Management System), si suddivide in 2 tipi:

    BLUE TIMS CARD: per trekkers accompagnati da una guida;

    Costo:10$ + 1 foto tessera

    GREEN TIMS CARD per trekkers senza guida;

    Costo: 20$ + 2 foto tessere

     

    • GUIDE

    In Nepal, trovandosi in una qualunque città è possibile trovare guide in quanto è strapieno di compagnie, ed è anche una delle attività più redditizie del paese!

    Se vi appoggiate ad una guida avrete la strada spianata su molti punti, per quanto riguarda il vitto ed alloggio sapranno sempre portarvi in luoghi compresi dal vostro budget e consigliarvi sicuramente per il meglio!

    Sapranno indirizzarvi verso piccoli posticini nascosti nei percorsi in cui potrete godere di scenari mozzafiato; faranno da tramite nei piccoli villaggi remoti in cui l’inglese è ancora lontano e poco praticato.

    La vera differenza che fa la giuda potrete apprezzarla soltanto durante il periodo di alta stagione, in cui sarà quasi impossibile trovare stanze in cui passare la notte, ma loro attraverso le conoscenza ci riescono sempre!

    Una guida può costare sui 20-25$ al giorno, questa cifra è anche comprensiva di vitto ed alloggio per loro.

     

    I PERCORSI DI TREKKING PIÚ AMBITI

    • CIRCUITO DELL’ ANNAPURNA

    Questo circuito viene considerato uno dei migliori trekking al mondo; è un incredibile mix di paesaggi di montagna e piccole realtá di paese ferme nel tempo.

    Nel circuito di 3 settimane sará possibile passare attraverso diversi villaggi ed attraverso il Thorong La Pass. C’é anche la possibilitá di estendere i giorni di trekking fermandosi dei giorni in più nel pittoresco Tilicho Lake a 4,919m, uno dei laghi più alti al mondo!

    Durata: approssimativamente 3 settimane

    Difficoltà: moderata-estrema a seconda dei livelli di preparazione fisica.

    Start: Besisahar

    Max altitudine: 5,416 m

    Tilicho

    Tilicho

    • POON HILL

    Questa é una delle scelte piú popolari tra i trekkers che muovono i primi passi nell’ambiente.

    In questo percorso, passando attraverso i scenografici villaggi del Gurunge e la vasta foresta del Rododendro, la vista sará spettacolare potendo vedere l’Annapurna in tutta la sua magnificenza ed il Dhaulagiri, specialmente all’alba dal Poon Hill!

    Lunghezza: 4-7 giorni

    Difficoltá: moderata /per principianti

    Start: Phedi – Khande – Nayapul – Beni

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    • JOMSOM & MUKTINATH

    Il sentiero per il Kali Gandaki River, inizialmente passa per le colline ed i villaggi di Gurung e Poon Hill prima di entrare nel paesaggio semi desertico del Mustang come arrivate a Muktinath (un’importante meta di pellegrinaggio per Buddisti e indù) e poi verso il Jomsom.

    Ci sonno varie opzioni di durata per questo percorso, ma la più semplice per il Jomsom è partire da Pokhara con Jeep, bus locali oppure voli su ultra-leggeri della durata di 20 minuti.

    L’opzione più semplice per questo trekking è comunque quella di farla al contrario!

    Lunghezza: 5-12 giorni

    Difficolta: moderata

    Start: Nayapul/Jomsom

    Max altitudine: 3,802m

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    • MARDI HIMAL

    Percorso di trekking relativamente nuovo, il Mardi Himal Base Camp, non è solo tranquillo e poco trafficato dai trekkers, ma anche molto avventuroso e immerso nella natura attraversato solo da stretti sentieri attraverso la foresta.

    È possibile trovare un tee house fino al High Camp, direttamente sotto il Machhapuchhre.

    Il trekking verso il Mardi Himal- Base Camp viene fatto come gita di un giorno partendo la mattina presto godendo anche della bellissima vista dell’alba.

    Durata: 4-7giorni

    Difficolta: moderata-difficile

    Start: Phedi – Khande

    Max altitudine: 4,500m

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    • ANNAPURNA SANCTUARY/ BASE CAMP

    Questo percorso rappresenta la lunghezza media prediletta dai trekkers dell’Annapurna.

    Il trekking può essere modificato e variabile a seconda della vostra preparazione e tempo che avete a disposizione; è possibile includere nel circuito l’ A B C ed anche il Poon Hill scendendo giù verso il lato opposto della valley da Chromrong.

    Il top del trekking é essere circondati dalle cime giganti dell’Annapurna, incluso l’Annap.I (8,091m), il South Annapurna ed il Machhapuchhre e l’ABC.

    Lunghezza: 7-12 giorni

    Difficolta: moderata

    Start: Phedi – Khande – Nayapul

    Max altitudine: 4,130m

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  • ATTREZZATURA INDISPENSABILE PER FARE TREKKING!

    Molte volte non sappiamo bene a cosa andiamo incontro e tendiamo a portare più di quanto in realtà occorra.

    Se si va a fare una semplice vacanzina tutto relax va anche bene, ma se il peso che si porta dietro poi bisogna tenerlo sulle spalle per fare trekking allora è meglio puntare ad avere solo l’essenziale!

    Ricordate che sotto sforzo il vostro corpo sentirà il doppio del peso che vi sarete portati e vi verrà quasi voglia di abbandonare il superfluo per strada.

    Intanto iniziamo con il dire cosa deve assolutamente esserci in uno zaino da trekking:

    TORCIA

    Quelle più consigliabili da portare sono quelle a dinamo così siamo sicuri che non ci abbandoni la batteria nel bel mezzo della notte; il massimo della comodità sarebbe anche il supporto per tenerla in testa, così da poter avere le mani libere per ogni evenienza.

    GUANTI E BERRETTO

    Da ottobre ad aprile le notti e le mattine possono essere molto fredde ad alte quote, ed il calore si sa che si disperde molto più in fretta dalla testa, mani e piedi, quindi è meglio coprirsi per evitare di ammalarsi nel bel mezzo di un trekking!

    Inoltre nei mesi monsonici, avere una protezione in più contro le sanguisughe che stanno attaccate sopra qualsiasi cosa aspettando un corpo caldo sul quale avvinghiarsi, è sempre meglio!

    SLEEPING BAG/ SACCO A PELO

    Le “tee houses” che si incontrano sui sentieri, di solito sono forniti di coperte pesanti (ma poco pulite), per cui avere un sacco a pelo in cui infilarsi per stare ancora piú caldi e protetti vi garantisco che ripagherà il vostro sforzo per aver portato quei 400gr in più di peso!

    OCCHIALI E CREMA PROTETTIVA o CAPPELLO

    Ad alte altitudini l’aria é più rarefatta ed il sole più forte e cocente!

    Portandoci dietro gli occhiali da sole ed un piccolo flaconcino di crema protettiva potrebbe cambiare del tutto l’esperienza del trekking, soprattutto se vi prendete un’insolazione e non avete alcun rimedio!

    Sembra un’esagerazione, ma se percorrete sentieri di 6-8 ore camminando sotto il sole cocente potreste arrivare alla sera stanchi morti e febbricitanti..e a quel punto dovete sperare di aver preso qualche medicinale di base per evitare di dovervi fermare per qualche giorno in rifugi sperduti sulle montagne.

    MINI KIT PRONTO SOCCORSO

    Un kit dotato di medicinali di base è assolutamente da portare!!!

    Non esagerate, una piccola benda, una fascia, dei cerotti, una forbicina e dell’Ibuprofene ed un Imodium potrebbero essere veramente salvifici in certe situazioni!

    COPERTA TERMICA

    È piccolissima e pesa approssimativamente 50 grammi, se sentite freddo e non avete di che coprirvi se non quello che vi viene offerto dalla Guest house, la coperta termica potrebbe cambiare il corso della vostra nottata!!

    A più di 2000 metri il freddo tra ottobre ed aprile è davvero feroce, quindi prevenite certe situazioni e portatevi dietro questa piccolissima precauzione.

    MAGLIETTE AD ASCIUGATURA RAPIDA

    Scegliete materiali che asciughino in fretta e non restino costantemente umidi nei momenti di pausa facendovi prendere freddo!

    Ci sono indumenti appositamente studiati per questo genere di attività che possono assolutamente fare la differenza e noi li stra-consigliamo!

    Tenete presente che a quelle quote i vestiti una volta inumiditi non asciugano e congelano!

    ASCIUGAMANO AD ASCIUGATURA VELOCE

    Consigliamo di portare un asciugamano in microfibra grande con peso sui 200-300 gr in base alle dimensioni.

    Potete acquistarli sulle maggiori piattaforme di shopping online a cifre irrisorie e queste si che faranno la differenza rispetto agli asciugamani tradizionali che pesano di più e non si asciugano a quelle quote!

    SOLDI

    Nei percorsi di trekking sarà difficile trovare bancomat/ATM, a meno che non passiate per villaggi grandi e non molto isolati.

    Ad esempio se partite per fare trekking nella regione dell’Annapurna troverete un ATM a Johmsom.

    Conviene comunque portarsi dietro i soldi he vi serviranno in tutto il percorso e tenerveli sempre dietro in uno di quei marsupi impercettibili da portare sotto i vestiti e non abbandonarlo mai!!

    Contate approssimativamente una spesa di 1500-2000 Rupie a persona al giorno (alcolici esclusi) per vitto e alloggio.

    MAPPA

    Oggigiorno noi facciamo molto affidamento sui nostri dispositivi elettronici quali tablet e cellulari per consultare le mappe…ma vi possiamo assicurare che le mappe cartacee sono molto più accurate ed affidabili, ed in più non si scaricano nel bel mezzo di un sentiero sperduto nei boschi! ;P

    SAPONE

    Una bella saponetta alla vecchia maniera sarà molto utile e poco costosa.

    Pesa pochi grammi ed occupa pochissimo spazio e scoprirete che diversamente da come siamo abituati, in certe situazioni avere un prodotto che potete utilizzare per tutto vi sarà di sollievo!

    SALVIETTE UMIDIFICATE

    Vi renderete conto che spesso se raggiungete i rifugi in tarda sera non sempre sarà disponibile l’acqua calda (altamente improbabile durante tutto il giorno in certi posti), quindi dopo aver faticato tanto e sudato non è assolutamente raccomandabile farsi un bagno gelato a tarda sera!

    Portatevi dietro delle salviette umidificate per ogni evenienza, per tenervi freschi e semi-puliti fino a quando non troverete una doccia calda!

    CARTA IGIENICA

    Un rotolo di carta igienica può essere utilizzato in un infinità di modi e situazioni, occupa poco spazio ed è soprattutto leggerissima.

    VESTIARIO

    Per le donne sono consigliabili i leggins, in quanto sono elastici e non eccessivamente pesanti.

    Non sottovalutate la lunghezza del pantalone, pensate a tutte le piante alte, urticanti e pruriginose ed alle piccole bestioline su di queste, pronte ad arrampicarsi sulle vostre gambe mentre percorrete i sentieri boscosi.

    Portate t-shirt considerando 1 cambio al giorno; una felpa ed un k-way impermeabile per proteggere voi ed il vostro zainetto dalla pioggia e dalle gocce di brina posate sulle piante.




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