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  • Lipston’s Seat e le piantagioni di tea in Sri Lanka

    Oggi visiteremo una delle piantagioni di tea più belle ed estese dell’intero Sri Lanka, in cima alle quali si trova il Lipton’s Seat dal quale è possibile godere di una vista davvero mozzafiato.

    Si parte da Haputale, situata nel centro sud del paese, molto nota per le piantagioni di tea iniziate da T. Lipton.
    Ad una altezza di ca. 15.000 metri sul mare, il paesaggio attorno alle coltivazioni è spettacolare: si hanno scorci di organizzatissimi appezzamenti di terra con le piante tutte in fila, suddivisi in blocchi ben precisi; una varietà di alberi altissimi sorgono dalle piantagioni regalando un po’ di ombra, addirittura a quest’altezza in mezzo a tutto questo vigoroso verde spuntano pure delle palme qua e lá!


    L’idea di far visita alla Factory è venuta spontanea quando una mattina svegliandoci all’alba per goderci il panorama dalla cima, abbiamo notato un autobus pieni di gente dirigersi ad una trentina di km dal centro cittá di Haputale, in una zona comunemente nota per le piantagioni di tea…infatti si stavano dirigendo tutti a lavoro.
    Al che abbiamo ben pensato di non accontentarci solo della meravigliosa vista delle piantagioni circostanti alla nostra Guest House immersa nel verde, ma di andare direttamente in visita alla madre di queste: La Dambatenne Tea Factory.
    Su consiglio del locali il giorno seguente ci siamo diretti in loco con un Tuc-tuc prima dell’alba, per goderci lo spettacolo della palla infuocata elevarsi dalle distese di tea.
    La strettissima strada, le curve ed i su e giú del piccolo mezzo hanno reso l’inizio della giornata un po’ avventuriero ed impazienti di arrivare sulla cima per apprezzare i primi raggi di sole sulla pelle, che dopo l’aria fresca del primo mattino risultano ancora piú piacevoli.


    Il costo del tuc-tuc è di 1200 Lkr per l’andata (fino alla Lipton Seat con il view point), e 1500 compreso il ritorno.
    Non abbiamo preso il bus semplicemente per arrivare prima del lavoratori e sistemarci in cima al View point detto Lipton’s Seat in attesa del sorgere del sole, magari sorseggiando una bella tazza di tea fumante.
    Per chi fosse interessato all’autobus verso la Lipton Factory da Haputale, la partenza è prevista intorno alle 07:00 una volta che il bus si è riempito, con un economico ticket di 28 Lkr.
    Per raggiungere il Lipton’s Seat, dove è possibile ammirare tutto il panorama da un view point bisogna pagare un ticket di 50 Lkr a persona e 50 lkr anche per il tuc-tuc se vi fate accompagnare fino in alto, altrimenti si pagano i biglietti senza includere il mezzo e si percorrono ca. 4 km a piedi fino alla cima.
    Una volta ammirato il panorama dalla cima, o ci si dirige verso la fabbrica di the a 7km di distanza a piedi oppure in Tuc-tuc.
    La fabbrica è operativa 24 giorni al mese, eccetto le domeniche di riposo in cui ovviamente non è visitabile.


    Per il tour al suo interno non ci sono orari precisi, si arriva all’entrata dove c’è il manager addetto alla visita ed appena si forma un gruppetto di persone il tour parte; dura 20 minuti al costo di 250 Lkr a persona.
    All’interno della fabbrica ci attende una visita guidata in Inglese con la spiegazione dei processi di produzione dei vari tea, sino al raggiungimento di 8 tipologie diverse derivanti dalla stessa qualitá di foglia di tea.
    Quattro di queste ultime sono le piú pregiate, mentre le altre subendo un tipo di lavorazione diversa sono meno elaborate e comunemente vendute a prezzi bassi.
    Ogni giorno vengono raccolti a mano all’incirca 20.000 Kg di foglie di tea dalla cima delle piante, e circa l’85% di queste sono foglie giovani dalle quali si ricava un prodotto finito migliore.
    Dopo la lavorazione si ottengono 4,600 kg giornalieri di tea finito da vendere alle aste nella capitale; di questi soltanto la metá vengono venduti alla Lipton, i restanti tutti ad acquirenti locali.


    Sembrerá strano che la Lipton Factory non venda tutto il prodotto esclusivamente alla Lipton appunto, in realtà della connessione tra la fabbrica e le piantagioni è rimasto solo il nome di Thomas Lipton, investitore e ideatore del marchio.
    Infatti l’attività iniziata nel 1800 da questo lungimirante personaggio che si innamorò del paesaggio di questa terra, diede luogo ad uno dei primi esempi di marketing “One to All”, ovvero di distribuzione da “Uno a tutta la massa”; in seguito la fabbrica venne rilevata la un imprenditore Cingalese che tutt’oggi continua a condurre l’attività iniziata piú di 200 anni fa.



  • Caos in India per le nuove banconote – Info per tutti i turisti

    Colpo di scena in India…demonetizzate” tutte le banconote da 500 e 1000 Rupie!!!

    La drastica decisione è stata presa dal Governo Indiano muovendo i primi passi verso la lotta al “black money“, ovvero il “danaro nero” acquisito attraverso attività legali senza aver però dichiarato il vero profitto di queste, evadendo tutte le tasse ed i contributi del caso. 

    I “dirty money” invece, sono i cosiddetti “soldi sporchi” provenienti da ogni sorta di attività illegali in India. Questa mossa è stata del tutto inaspettata ed imprevista, ma mirata ad impedire corruzione di ogni forma in quanto a breve in India ci saranno le elezioni. Ciò che risulta certo, parlando anche con la gente ed i gestori di attività di ogni tipo è che questo provvedimento ha sicuramente danneggiato più i commercianti “in regola” e la gente comune facendo una considerazione a breve termine, per quanto riguarda il lungo termine sarà da vedere. Una delle piaghe dell’India e causa di disagio é la circolazione di banconote false, infatti si stima che il 50% delle banconote da 1000 rupie in India siano false; ogni 10.000 banconote, 250 di queste sono false, ed il 10% in più delle contraffazioni riguarda tagli da 100 e 500 Rupie.

    Ecco spiegato il perché di questa avventata mossa prima delle elezioni, che ha costretto il governo a provvedere al ritiro immediato ed alla “demonetizzazione” delle banconote da 500 e 1000 rupie. Il disagio vero di questa mossa, per la gente comune è stato proprio il fatto che la notizia è stata diffusa nel telegiornale della sera, con effetto immediato dalla mezzanotte del giorno stesso; tuttavia il voluto effetto sorpresa da parte del governo voleva proprio togliere la possibilità alle organizzazioni criminali di poter organizzare una contromossa in vista del ritiro delle banconote.

    La procedura di ritiro delle banconote prevede la consegna di queste presso le banche nelle quali i possessori hanno il conto corrente, altrimenti chi non ha alcun conto bancario può fare una fila interminabile per poter cambiare solo 4.000 rupie al giorno nella stessa filiale. Potrete immaginare il disagio causato alle attività che sono rimaste a corto di banconote di taglio piccolo, custodite oramai gelosamente! Tutte le attività hanno appeso cartelli in cui viene indicato che non accettano banconote da 500 e 1000 rupie e per i turisti rappresenta un grandissimo inconvenevole.

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    Vi chiederete perché…e la risposta è semplice: qualsiasi turista che cambia cospicue quantità di soldi negli sportelli di “exchange money” viene ripagato con banconote di grosso taglio; stessa cosa quando si prelevare negli ATM, in molti per evitare di ritirare troppe volte e pagare elevati costi di commissione tendono a ritirare il massimo consentito, che viene ovviamente emesso in tagli da grossi.

    Quindi moltissimi turisti si sono trovati elevate somme di denaro per le mani, costituite da banconote “demonetizzate” che nessuno è più disposto ad accettare; gli hotel, i ristoranti, i negozi e nessun ufficio pubblico ovviamente. Il problema per i viaggiatori che si trovano in questo paese al momento è non solo di riuscire a trovare luoghi che accettino pagamenti in carta di credito, ma anche di riuscire a cambiare effettivamente tutto questo danaro.

    Nonostante numerose banche si dimostrino amichevoli e pronte ad aiutare i turisti, il limite di cambio è comunque basso e nella peggiore delle ipotesi quando si devono fare file di centinaia di persone si rischia di passare la giornata intera in fila per poi essere mandati via in quanto non vi è più alcun cambio disponibile. Insomma è davvero il caos!

    Un’ altro grande cambiamento da parte del governo Indiano, è stato quello di introdurre una nuova banconota da 2.000 rupie, oltre ad aver ovviamente cambiato quelle da 500 e da 1000. Se il settore turistico rappresenta uno di quelli colpiti in maniera particolare, ce ne sono ovviamente altri danneggiati in egual modo: infatti, la vendita di oro, diamanti e gioielli ha subito un drastico declino.

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    Dalle affermazioni ufficiali rilasciate dal presidente Indiano ed altri esponenti del governo dopo la manovra, sono state dichiarate la aspettative che hanno condotto a questa decisione: diminuzione della attività appartenenti alla criminalità organizzata, drastica riduzione della corruzione, incrementare l’utilizzo delle carte di credito e quindi delle transazioni legali, aumentare le entrate attraverso la tassazione del denaro in entrata attraverso le transazioni legali, infine il ritiro del denaro falso in circolazione rappresenterebbe un forte deterrente contro il riciclo del danaro sporco in questo specifico periodo di elezioni.

    Il Governo ha dichiarato di rendersi conto della situazione di caos enorme che graviterà sull’India ma ha anche detto che é preferibile il caos delle prime settimane per avere la possibilità di ottenere delle elezioni meno “inquinate”.



  • Come richiedere il visto per l’India quando si è all’estero

    Richiedere il visto indiano non è affatto complicato, ma a seconda del paese dal quale fate la richiesta vi sarà possibile avere periodi di permanenza più o meno lunghi.

    Questa variabile è ovviamente da attribuire alla relazione che c’é tra l’India ed il paese dal quale effettuate la richiesta.

    Il visto non può assolutamente esser richiesto una volta arrivati alla dogana Indiana, va richiesto prima, sia che partiate dall’Italia attraverso le ambasciate Indiane di Roma e Milano, sia che siate all’estero tramite l’ambasciata Indiana del paese in cui vi trovate.

    Di solito prevede un’arco di tempo di una settimana, di conseguenza è consigliabile restare tutta la settimana nella città in cui si trova l’ambasciata e di trovarvi direttamente una Guest House nei pressi (così se vi dimenticate qualcosa potete “correre a casa” e prenderla!).

    La prima cosa da fare per avviare il processo è andare sul sito ufficiale dell’ambasciata Indiana e compilare la pratica Online.

    Fate attenzione e riempite tutti i campi correttamente dando motivazioni e spiegazioni sensate, altrimenti errori di copiatura come N° passaporto e dati anagrafici possono compromettere l’esito negativamente se consegnato inesatto.

    Se invece vi accorgete di errori durante il ricontrollo finale pre-stampa, dovreste iniziare la pratica online da capo ed assicurarvi di compilarla in maniera esatta!

    Una volta compilato il Form Online, dovete stamparlo.

    Prima di recarvi all’ambasciata del paese ospitante in cui vi trovate, controllate gli orari di apertura ed assicuratevi di essere lì una mezz’oretta prima, per trovarvi in cima alla fila e ricontrollare di avere tutto ciò che vi serve!

    Per evitare disguidi alle Ambasciate, pongono sempre delle macchinette per prendere il numerino, quindi ricordatevi di prenderne uno appena entrate !

    COSA SERVE PER FARE LA RICHIESTA DEL VISTO INDIANO?

    -Compilare il Form online/modulo del visto correttamente e Stamparlo;

    -1 foto da passaporto

    -1 fotocopia del passaporto

    -1 fotocopia del visto del paese del quale fate richiesta

    (ad es. noi facevamo richiesta dal Nepal)

    -Soldi per pagare la Fee / tassa

    Se avete bisogno di periodi di permanenza in India più lunghi, rispetto a quelli concessi oppure difficilmente concessi da alcuni paesi, vi consigliamo di scrivere una lettera che motivi la vostra richiesta (nel nostro caso ha funzionato e siamo riusciti ad ottenere qualche mese in più).

    Questa lettera va stampata ed allegata al vostro dossier al momento della consegna in Ambasciata.

    Ad esempio in Nepal, a 30 metri dall’Ambasciata Indiana c’è una specie di copisteria che si fà carico della compilazione della pratica + tutti gli extra del caso che servono ai seguenti prezzi:

    500 rupie per la compilazione del modulo online + stampa

    300 rupie per la foto tessera delle dimensioni richieste

    25 rupie a fotocopia ( per Passaporto e visto Nepalese)

    Questa opzione non è solo consigliata per i piú pigri, ma anche per quelli che vogliono avere più chance di ottenere il visto Indiano e non sono sicuri delle risposte da dare nel modulo.

    In questo piccolo “ufficio” sanno giá esattamente come muoversi per la richiesta e che risposte dare, con tanto di contatti Indiani se servono… Quindi se siete titubanti, vi consigliamo di investire qualche euro in più ed essere sicuri di compilarlo correttamente!

    COME SI SVOLGE LA PROCEDURA DI RICHIESTA?

    Di norma la richiesta si conclude nell’arco di 1 settimana ,che prevede 3 incontri (se tutto va bene):

    PRIMO INCONTRO

    É consigliabile avviare le pratiche di lunedì per procedere al ritiro il lunedì seguente, portando:

    ⁃ IL VOSTRO PASSAPORTO + FOTOCOPIA

    ⁃ FOTOCOPIA DEL VISTO DEL PAESE DAL QUALE FATE RICHIESTA; (Noi facendo richiesta dal Nepal abbiamo fotocopiato la pag. di passaporto con il visto Nepalese).

    ⁃ 1 FOTO TESSERA FORMATO PASSAPORTO

    ⁃ MODULO DI RICHIESTA DEL VISTO ONLINE STAMPATO

    ⁃ LETTERA STAMPATA (se avete richieste particolari)

    ⁃ SOLDI per pagare la Fee per la richiesta del visto; ( Il costo per la richiesta del visto Indiano dal Nepal è di 4,800 Rupie a persona, ca. 41€, sia che il visto venga rilasciato per 1 mese o 6 mesi)

    Appena entrate in Ambasciata ricordatevi di prendere il numerino per la fila!

    Una volta consegnato tutto e pagato la Fee, (oppure é possibile pagarla al secondo incontro), allo sportello vi rilasceranno uno scontrino con la data del secondo incontro. (che di solito è il giorno dopo, a meno che non ci siano festività in mezzo).

    .

    SECONDO INCONTRO

    Di solito avviene di pomeriggio in Nepal; quindi pendere il numerino per la fila e presentarvi con lo scontrino rilasciato la volta precedente ed il vostro passaporto dietro.

    Viene comunicato l’esito della richiesta di visto!

    Se positivo viene ritirato il passaporto per potervi applicare il visto e viene controllato (attraverso lo scontrino) se avete già effettuato il pagamento.

    Al termine vi indicano il giorno di ritiro del passaporto; ( se avviate le pratiche di lunedì e non vi sono festività in mezzo, il ritiro dovrebbe essere sempre di lunedì).

    TERZO INCONTRO

    In Nepal vi presentate in ambasciata per il ritiro del passaporto dalle 17.30 alle 18.00

    Non dovete fare la fila, di solito vi presentate dicendo che dovete ritirare il passaporto e vi fanno passare senza troppi indugi.

    Il ritiro dura 2 minuti d’orologio.

    Da quel momento in poi siete liberi di andare in India e godervi il vostro viaggio!!

    Una pecca dell’Ambasciata Indiana é che il visto parte dalla data dell’approvazione (ovvero il secondo appuntamento), quindi una volta ritirato avrete già perso diversi giorni.



  • Lavorare in Nepal: come gudagnare più del Presidente!!!

    Avendo passato 3 mesi in Nepal, a stretto contatto con i locali abbiamo avuto la fortuna di instaurare vere amicizie con gente del posto e parlare di tematiche che ci hanno aperto ad un mondo fino ad allora sconosciuto!

    In breve tempo ci siamo abituati alla moneta locale, sapendo definire i prezzi giusti da pagare sia per quanto riguarda i trasporti che il cibo ed ovviamente ci siamo soffermati un po’ di più a pensare ai prezzi fatti pagare ai turisti in generale.

    È’ risaputo che le zone turistiche sono fatte per spennare i turisti, che giustamente pur rendendosi conto del prezzo gonfio a volte contrattano oppure altre volte lasciano perdere direttamente in quanto, il cambio con la nostra moneta fa ridere…infatti a volte si parla di pagare da pochi centesimi a qualche € in piú.

    Tralasciando i prezzi da baracchini e ristoranti delle zone “in”, ci siamo resi conto che alcune attività di svago, pur costando meno rispetto agli standard Europei vengono pagati un capitale considerando che siamo in Nepal.

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    Avendo stretto amicizia con tantissimi giovani Nepalesi che possiedono agenzie di trekking, ristoranti, negozi ed alberghi abbiamo iniziato a tastare il terreno chiedendo anche a loro maggiori informazioni fino a quando proprio alcuni di loro che fanno i paraglider hanno apertamente raccontato la loro realtá in un paese complesso come questo.

    Molti di questi ragazzi lavorano presso agenzie, altri invece sono sia paraglider che titolari delle stesse attivitá.

    Frequentando questa compagnia di giovani, ci siamo da subito resi conto che non erano semplici ventenni dalla vita modesta come ci aspettavamo noi venendo da un paese bellissimo ma pieno di difficoltá lavorative e sociali, ma rispecchiavano uno standard di vita lussuoso e sopra le righe.

    Non ci abbiamo messo molto a capire che non solo chi possiede varie attivitá può permettersi una vita agiata, ma soprattutto chi appartiene all’elite dei paraglider viene considerato come una Rockstar!

    Vi starete chiedendo il perchè, ma prima di raccontarvi tutto vi daremo delle info extra per contestualizzare meglio il rapporto lavoro e stipendi in questo paese.

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    La maggior parte dei lavori pesanti vengono svolti da donne, questo perchè alcune delle piaghe del Nepal quali alcool e droga spesso coinvolgono il capo famiglia che si lascia trascinare dagli eventi e non si prende cura del nucleo famigliare, quindi la donna è costretta a fare i lavori pesanti che noi solitamente associamo all’uomo.

    Alcuni tra i lavori piú comuni sono nell’edilizia oppure come “muli da trasporto” caricandole di materiale edilizio (ad es. sabbia, sassi, mattoni) che deve essere poi lavorato, setacciato e trasportato con dei cesti giganti di paglia da appoggiare alla testa con una fascia.

    Noi, assistendo a certe situazioni abbiamo chiesto ai nostri amici come mai queste mansioni così pesanti venissero svolte dalle donne piuttosto che dagli uomini, e loro ci hanno spiegato che le donne vengono assunte maggiormente perché rispetto agli uomini vengono pagate la metà, infatti una giornata di lavoro edile viene pagata 500-600 rupie alla donna,sui 4,50€ e all’uomo il doppio!

    E considerate che non sono lavori stabili, ma vanno a giornate!

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    Un insegnante pubblico guadagna mensilmente sulle 12-13.000 rupie,(sui 100-110€);

    Un infermiera guadagna dalle 12,000 alle 15,000 rupie (100 ai 130€),a seconda dell’ospedale se pubblico o privato.

    Il primo ministro Nepalese invece guadagna 56,400 rp. ( 476€)

    Il presidente del Nepal: 109,410 rupie, (923€)

    Queste erano giusto delle informazioni per avere un idea del rapporto tra il lavoro e gli stipendi; ma allora quanto guadagnano quelli che hanno business che ruotano attorno al turismo? Quelli che non hanno prezzi che rispecchiano cifre medie che un Nepalese qualunque spenderebbe, ma che un Europeo, oltretutto turista che viene a farsi la vacanza qui spenderebbe?

    Concentriamoci sulle attivitá turistiche più dispendiose, quali: giri turistici sugli aerei ultra-leggeri, bungee jumping, paragliding ecc.

    Non abbiamo informazioni verificate su tutte le attivitá, ma possiamo raccontarvi quanto ci è stato detto dai paraglider stessi!

    Un volo in paraglide in tandem (2 persone insieme) puó costare sulle 5,000 rupie (42,37€) per i Nepalesi, invece 10,000 (85€) per i turisti;

    Il profitto del paraglider su un volo da 85€ è di 30-35 €, il resto va alla compagnia che si occupa di regolare i conti per i premessi di volo, i mini van che accompagnano i turisti ecc.

    Ma allora quanto guadagna un paraglider? Ovviamente a seconda delle discese che fanno aumenta il loro profitto mensile, i nostri amici che facendosi 2 o 3 discese tranquille al giorno per un mese, riescono a guadagnare tranquillamente 2,000€ puliti;

    invece la storia che ci ha colpito di più, è quella dei ragazzi che sfruttando i periodi di alta stagione, in cui riescono a fare anche 6-7 discese al giorno di fila per un mese, riescono a guadagnare sui 7,000 Euro puliti!!!

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    Per tornare alle proporzioni: il presidente Nepalese deve lavorare 7 mesi per guadagnare quello che un paraglider percepisce in un mese di alta stagione lavorativa!

    Ecco perché questi ragazzi sono considerati delle vere e proprie Superstar, presenziano ad ogni serata, passano la maggior parte del loro tempo libero nei club divertendosi e spendendo in una serata quello che una famiglia spenderebbe in una settimana.

    Grazie a loro abbiamo scoperto tantissimo sulla cultura Nepalese e ci hanno permesso di condividere parte della loro vita e delle loro esperienze rendendo questo viaggio ancora piú sensazionale!



  • INFO UTILI ED ESSENZIALI PER POKHARA – NEPAL !

    UFFICIO IMMIGRAZIONE/ IMMIGRATION OFFICE
    Il dipartimento per l’immigrazione a Pokhara ha un ufficio nel sud Lakeside ad Sahid Chowk, in cui è possibile estendere il visto nepalese.
    In Nepal é possibile fermarsi con il visto turistico per 150 giorni di un anno solare.

    Tutte le eventuali richieste devono essere compilate in un modulo online, che deve essere stampato e portato all’ufficio immigrazione per terminare il modulo di richiesta.
    Se si decide di estendere il visto dal Nepal, deve essere per un minimo di 15 giorni ad un costo di 30$ (USD), pagando quindi 2$ al giorno; se invece vi dimenticate di estendere il visto e sforate i giorni di permanenza pagherete una penale di 3$ per giorno + altri 5$ per il costo di estensione del visto tardivo.
    Quindi per estendere il visto prendete il vostro passaporto, fotocopia del passaporto, fotocopia del visto Nepalese, stampate il modulo precedentemente compilato online + 1 foto tessera.
    L’orario degli uffici per l’estensione è dalla domenica al giovedì, dalle 10.00 alle 14.00/16.00 d’inverno (nov-gennaio), mentre d’estate dalla domenica al venerdì 10.00 alle 14.00; chiuso di sabato.
    www.online.nepalimmigration.gov.np

    MONEY
    Per quanto riguarda il prelievo, la zona di Lakeside è piena di sportelli bancomat diversi che supportano numerosi circuiti tra cui Visa e Maestro ma per esperienza diretta ammettiamo che non sempre le banche Nepalesi supportano i nostri circuiti, ma a quanto pare è un gap delle loro banche.
    Le migliori banche in cui prelevare sono: la Standard Chartered Bank, la quale permette di ritirare 10.000 rupie senza commissione di prelievo; per quanto riguarda la quantità massima di contante prelevabile la migliore è la Nabil Bank che permette di ritirare 35.000 Rupie con una commissione di 500 Rp.
    Oltre ai costi delle banche Nepalesi dovete ovviamente considerare le commissioni della vostra filiale che possono essere diverse da banca in banca.

    MOBILE PHONES
    I turisti possono tranquillamente comperare SIM nepalesi senza problemi; le compagnie principali sono 2: NCELL e NTC (Nepal Telecom).
    La NCELL é molto più affidabile se si sta sempre nelle grandi cittá, invece la NTC ha una copertura migliore di quest’ultima sulle montagne.
    Per procedere all’acquisto bisogna compilare un modulo ed avere la copia del passaporto e visto nepalese.
    Per quanto riguarda la ricarica delle sim é possibile comprare le carte di ricarica ovunque con traffico dalle 50 alle 1000 Rupie.

    ELETTRICITA/ ELECTRICITY
    Il Nepal soffre di continui tagli di corrente durante l’arco della giornata causati dall’eccessivo sovraccarico che costringe il sistema al black-out.
    É comunque possibile seguire in linea di massima il piano di black-out previsto ad orari alterni dalle rispettive città attraverso un App scaricabile gratuitamente: Batti Gayo App, oppure dal sito www.battigayo.com

    POSTA & CARTOLINE
    Inviare cartoline e posta in generale è possibile in qualsiasi libreria,in cui é anche possibile comprare i francobolli (35 Rupie).
    Se invece desiderate spedire pacchi piú consistenti è meglio affiancarsi a compagnie come l’UPS o DHL.

    SANITÁ’: OSPEDALI E DENTISTA (NEL LAKESIDE)
    Se avete bisogno di un dentista o di un dottore mentre siete a Pokhara, sono disponibili il CIWEC HOSPITAL oppure il TRAVEL CLINIC aperto 24/24 per 365 gg all’anno dagli standard elevati pronti per qualsiasi emergenza.
    Là sará possibile procedere al pagamento attraverso le proprie agenzie assicurative oppure attraverso contante,Visa o Mastercard.
    Il dentista si trova nella parte centrale del Laeside, Hallan Chowk Asta Dental Clinic, che offre ogni tipo di servizio: dal trattamento di emergenza alla più comune pratica di cura dentaria.

    LAVANDERIA /LAUNDRY

    Il servizio di lavanderia viene effettuato da quasi ogni hotel, altrimenti è possibile trovare cartelli ogni cento metri di piccoli laundry shop;
    Il servizio può costare dalle 50 alle 100 Rupie per Kg.




  • Trekking sul monte Panchase – Nepal

    Se non siete dei master del trekking ma desiderate sperimentare questa attivitá, vi consigliamo di provare iniziando con il Panchase!
    Il modo migliore è di partire da Pokhara, sia per riposare al meglio che per avere il tempo di pensare a cosa portare nel vostro zainetto che sarà la vostra salvezza per diversi giorni e lo custodirete come fosse un tesoro! (vedi articolo)

    Noi quando abbiamo deciso di partire per diversi giorni alla scoperta della montagna del Panchase non avevamo assolutamente idea di cosa ci aspettasse e c’è da dire che non siamo tipi proprio atletici ma ci dilettiamo con le solite passeggiate e qualche corsetta in vista dell’estate magari! 😛
    La premessa è: se ce l’abbiamo fatta noi, potete farlo anche voi!

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    Per organizzare il percorso ci siamo fidati dei nostri amici del posto e di un’altra coppia di viaggiatori incontrati durante il viaggio che ci hanno spiegato dettagliatamente il percorso ed informazioni prese da depliant e internet.
    Resta di fatto che dovete sempre confutare ciò che vi viene detto per evitare di trovarvi in mezzo al nulla senza sapere dove andare; in piú occasioni vi troverete di fronte a delle scelte per quanto riguarda piccoli sentieri e percorsi e dovete avere ben chiara la geografia del luogo!
    Il peggio nello sbagliare strada, non solo è quello di allungare il percorso verso villaggi ben lontani dalla vostra meta, ma rischiare che il buio sopraggiunga mentre voi siete ancora per i sentieri!

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    Ora vi racconteremo del nostro percorso dettagliatamente, ma dopo averlo fatto pensiamo che sia meglio farlo procedendo al contrario.
    La partenza è a Pokhara, una magnifica città in cui avrete l’opportunità di rilassarvi e godere di paesaggi magnifici grazie al lago Phewa e al circondario di montagne; inoltre da una di queste ultime distinguerete la sagoma di un tempio, il World Peace Pagoda, in cui nelle giornate calde sarà possibile distinguere la punta doratata della cupola illuminata dai raggi del sole!
    Dal Lakeside di Pokhara bisogna raggiungere il villaggio di Gachichina; il modo più economico è attraverso i Local Bus, che impiega 1 ora al costo di 60 Rupie a persona.
    Altrimenti potete prendere Jeep oppure taxi, poi i prezzi sono da vedere e soprattutto contrattare…si perchè parte attiva dell’acquisto di qualsiasi cosa in Nepal è la contrattazione!
    C’è da dire che i prezzi, per un qualsiasi turista Europeo sono bassi, però a volte ci si chiede se sia giusto far guadagnare a queste persone cifre esorbitanti in un colpo solo, considerando anche il bassissimo costo della vita, per cui a volte si fa finta di contrattare pur lasciandogli delle belle somme ed altre si contratta perchè dopo che si passa un po’ di tempo in un paese si capisce bene o male come funzionano le cose e quando ci si rende conto di essere stati fregati alla grande subentra anche quel principio di testardaggine che non tollera il fatto di essere beffati solo perché si è l’ennesimo turista di turno da spennare…giá, bisogna ammettere che a volte ci si trova in situazioni dai sentimenti contrastanti!

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    Comunque,tornando al nostro trekking, dopo aver preso il soffertissimo bus locale, toccherete con mano la realtà quotidiana di persone che vivono in piccoli villaggi fuori dalle grandi aree urbane e vi renderete conto dell’abissale differenza mano a mano che salirete di quota sulle montagne!
    Una volta arrivati a Gatchichina, che tra l’altro è l’ultima fermata del bus, dovrete proseguire in direzione Sidane!
    Ci sono due sentieri che spesso si incroceranno e che portano in cima alla montagna, la differenza essenzialmente è che una è la scorciatoia tipica che taglia nel cuore della montagna e spesso è un piccolo sentiero appena percettibile; mentre l’altro percorso è ben più largo, (fatto per le auto) però allunga di molto e spesso è trafficato da mandrie di bufali selvatici.
    Mantenete la direzione Sidane e continuate a salire verso la cima della montagna Panchase per all’incirca 6 ore, e lungo il percorso vedrete dei piccoli villaggi in cui sostare per rifocillarvi e fare qualche foto caratteristica della vita rurale del posto.
    Una volta in cima al Panchase (2530m) troverete un rifugio in cui avrete la possibilitá di alloggiare in delle camere con lo stretto indispensabile, tra cui pesanti coperte per la notte; il prezzo a stanza è di 500 rupie/ 4€ ca.
    In questo rifugio sarà anche possibile mangiare piatti della cucina tipica e trovare qualche snack da sgranocchiare! I prezzi variabili, dalle 300 rupie per il dal-bath alle 60 rupie per un Chowmein/noodels precotto.

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    Dalla vetta del Panchase dirigetevi in direzione Badahure; saranno circa 2 ore abbondanti di camminata scendendo per una scalinata lunghissima sino ad arrivare al piccolo villaggio.
    Una volta lì troverete un paio di Guest House che appartengono tutte alla stessa persona, il preside della scuola del posto; la scuola è enorme e raccoglie tutti gli studenti dei villaggi adiacenti.
    Le camere a notte costano 500 o 400 rupie, rispettivamente con o senza bagno in stanza.
    Troverete delle piccole tavernette locali in cui fermarvi a mangiare spendendo sulle 150 rupie per i soliti piatti locali.
    Da Badahure dirigetevi in direzione Dampus verso l’Australian Camp, in cui arriverete con una camminata di 4 ore circa.
    Il camp è ben organizzato, ha un buon wi-fi, cosa del tutto stupefacente visto che sarete stati a secco tutti i giorni precedenti di viaggio; a seconda di quello che è il vostro budget e le vostre esigenze potrete trovare stanze dai 400 alle 800 rupie, ma i prezzi cambiano in relazione stagioni, e noi essendo andati durante i monsoni abbiamo goduto di tariffe più basse.
    Dall’Australian Camp scendete verso Dampus per meno di 1 ora di camminata, così da poter ammirare altri splendidi paesaggi dalla cima della vetta ad un altezza di 1650m.
    Una volta arrivati a Dampus potete sostare per un break prima di ripartire alla volta di Phedi, in cui sarà possibile riprendere un bus locale stra-economico verso Pokhara oppure prendere qualche taxi o mini van che costerà sicuramente di piú!

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    Una volta spiegato dettagliatamente il percorso da fare posso finalmente raccontarvi la nostra esperienza diretta!

    Il trekking non è sicuramente stato una passeggiata perchè nonostante avessimo una vaga idea di quanto sarebbero durati i percorsi, in realtá tutto è molto soggettivo…soprattutto se si parla di sentieri formati esclusivamente da scalini che proseguono per 10 km in avanzata verso la cima del monte!
    Le nostre preoccupazioni erano quelle di arrivare ai rifugi prima che il buio sopraggiungesse oppure che iniziasse a piovere.
    Inoltre appena possibile dovevamo trovare qualche fontana per riempire le nostre bottigliette per continuare ad idratarci costantemente perchè il percorso abbastanza impegnativo ed il caldo sono una accoppiata micidiale!
    Ricordate che è consigliabile bere sui 3 litri di acqua a persona al giorno mentre si fa trekking; lo so che l’acqua è pesante e bisogna trascinarsela dietro,ma la sete in quelle circostanze è tremenda e ben peggiore di un po’ di fatica in più.
    Tralasciando i nostri pensieri riguardanti il tempo ed i sentieri, il paesaggio è fantastico!!!
    Ci siamo trovati più volte in silenzio ad ammirare il panorama e di sovente rompere l’incantesimo della quiete per scattare qualche foto.
    Ed è proprio in quelle brevissime pause che abbiamo scoperto quello che è stato il nostro problema più grande: le sanguisughe!
    Gia, proprio loro si presentano come dei piccoli bruchi scuri sulle piante pronte ad arrampicarsi su qualsiasi corpo caldo che gli passi vicino.
    Nei momenti peggiori, quando la vegetazione era veramente alta, fitta ed il sentiero poco praticabile ci siamo ritrovati addosso una ventina di sanguisughe a testa…a pensarci a mente fredda dici vabbè, una volta che si attaccano le lasci fare ed appena sono “ubriache di sangue” (come si dice in gergo) si staccano da sole.
    Sì, si staccano ma ti strappano pure un bel lembo di pelle e la ferita continua a sanguinare per un sacco di tempo attirando altri insetti e diciamo che non è il massimo mentre si è in mezzo alla foresta!

    Pensate che io (Klaudia), pur essendomi coperta a dovere con leggings e calzetti alti su di questi mi sono trovata morsi sulla caviglia attraverso i calzetti ed addirittura una volta raggiunto il rifugio, mentre mi cambiavo mi sono ritrovata una sanguisuga, oramai ciccionissima e piena di sangue che mi si era attaccata sul sedere. E con questo ho detto tutto!
    Però bisogna anche dire che quesi piccoli amici sono molto presenti durante i mesi umidi e piovigginosi dei monsoni, quindi se decidete di fare qualsiasi trekking assicuratevi che sia verso ottobre-novembre che sono perfetti per questo genere di attività!
    La fatica bisogna ammettere che c’é stata, ma una volta arrivati sulle vette sembrava sparire di colpo!
    È strano come e quanto i nostri occhi continuassero a guardare quei panorami stupendi e non ne fossero mai sazi; ogni momento era buono per osservare i cambiamenti del cielo e delle sue nuvole che sembrava così vicine a noi.
    Non vi sto nemmeno a dire lo spettacolo naturale che si presenta all’alba…mozzafiato!!
    Questo trekking potete organizzarlo a vostro piacimento e farlo durare quanto volete voi e per poter vivere la semplicità dei piccoli villaggi fermandovi ogni qual volta lo desiderate.
    Noi abbiamo optato per un trekking intenso e veloce da fare in 3 notti e al quarto giorno ritornare verso Pokhara, ma potete veramente fermarvi molto di più se avete tempo, voglia ed energie!
    Se questo genere di trekking lo approviamo noi che siamo “gente di mare”, gli appassionati lo ameranno ancor di più!!



  • TREKKING SULL’ ANNAPURNA: INFO, CIRCUITI, GUIDE, PERMESSI E COSTI!

    È possibile fare diversi percorsi di trekking nella regione dell’Annapurna a seconda della preparazione e del tempo che si ha a disposizione, da diversi giorni sino più settimane.

    I sentieri più praticati hanno tea house lungo il percorso (costo da 100 a 300 rupie a persona), mentre i campeggi sono disponibili solamente nelle aree remote di trekking; ad esempio se da Pokhara partite alla volta del Panchase (facendo un percorso a semicerchio dal Lakeside per poi arrivare alla vetta e scendere verso il lato opposto nella cittá di Phedi), troverete lungo il percorso l’Australian Campus vicino a Dhampus.

    TREKKING INDIPENDENTE

    Ovvero trekking senza l’ausilio di una guida, vuol dire avere una certa preparazione fisica e conoscenza del territorio, essere dotati delle mappe necessarie ed avere tutto l’equipaggiamento base per il trekking (vedi articolo).

    Con questo tipo di trekking avrete sicuramente più libertà di movimento, decisione sul precorso e sulla durata, ma considerate tutti i vantaggi e svantaggi di dover girare da soli senza un locale che vi guidi in zone che non conoscete ed in cui la comunicazione a volte risulta difficile.

    Sopratutto in alta stagione c’è una grande richiesta di posti letto ed i prezzi iniziano ad essere molto più alti di quanto ci si aspetta, ma si può sempre cercare di contrattare!

    • PERMESSI

    Ogni trekker necessita di 2 permessi in questa regione:

    1 ACAP (Annapurna Conservation Area Permit)

    Costo: 2000 Rupie nepalesi, ovvero ca.18€ + 1 foto tessera

    1 TIMS card (Trekker’s Information Management System), si suddivide in 2 tipi:

    BLUE TIMS CARD: per trekkers accompagnati da una guida;

    Costo:10$ + 1 foto tessera

    GREEN TIMS CARD per trekkers senza guida;

    Costo: 20$ + 2 foto tessere

     

    • GUIDE

    In Nepal, trovandosi in una qualunque città è possibile trovare guide in quanto è strapieno di compagnie, ed è anche una delle attività più redditizie del paese!

    Se vi appoggiate ad una guida avrete la strada spianata su molti punti, per quanto riguarda il vitto ed alloggio sapranno sempre portarvi in luoghi compresi dal vostro budget e consigliarvi sicuramente per il meglio!

    Sapranno indirizzarvi verso piccoli posticini nascosti nei percorsi in cui potrete godere di scenari mozzafiato; faranno da tramite nei piccoli villaggi remoti in cui l’inglese è ancora lontano e poco praticato.

    La vera differenza che fa la giuda potrete apprezzarla soltanto durante il periodo di alta stagione, in cui sarà quasi impossibile trovare stanze in cui passare la notte, ma loro attraverso le conoscenza ci riescono sempre!

    Una guida può costare sui 20-25$ al giorno, questa cifra è anche comprensiva di vitto ed alloggio per loro.

     

    I PERCORSI DI TREKKING PIÚ AMBITI

    • CIRCUITO DELL’ ANNAPURNA

    Questo circuito viene considerato uno dei migliori trekking al mondo; è un incredibile mix di paesaggi di montagna e piccole realtá di paese ferme nel tempo.

    Nel circuito di 3 settimane sará possibile passare attraverso diversi villaggi ed attraverso il Thorong La Pass. C’é anche la possibilitá di estendere i giorni di trekking fermandosi dei giorni in più nel pittoresco Tilicho Lake a 4,919m, uno dei laghi più alti al mondo!

    Durata: approssimativamente 3 settimane

    Difficoltà: moderata-estrema a seconda dei livelli di preparazione fisica.

    Start: Besisahar

    Max altitudine: 5,416 m

    Tilicho

    Tilicho

    • POON HILL

    Questa é una delle scelte piú popolari tra i trekkers che muovono i primi passi nell’ambiente.

    In questo percorso, passando attraverso i scenografici villaggi del Gurunge e la vasta foresta del Rododendro, la vista sará spettacolare potendo vedere l’Annapurna in tutta la sua magnificenza ed il Dhaulagiri, specialmente all’alba dal Poon Hill!

    Lunghezza: 4-7 giorni

    Difficoltá: moderata /per principianti

    Start: Phedi – Khande – Nayapul – Beni

    poon-hill

    • JOMSOM & MUKTINATH

    Il sentiero per il Kali Gandaki River, inizialmente passa per le colline ed i villaggi di Gurung e Poon Hill prima di entrare nel paesaggio semi desertico del Mustang come arrivate a Muktinath (un’importante meta di pellegrinaggio per Buddisti e indù) e poi verso il Jomsom.

    Ci sonno varie opzioni di durata per questo percorso, ma la più semplice per il Jomsom è partire da Pokhara con Jeep, bus locali oppure voli su ultra-leggeri della durata di 20 minuti.

    L’opzione più semplice per questo trekking è comunque quella di farla al contrario!

    Lunghezza: 5-12 giorni

    Difficolta: moderata

    Start: Nayapul/Jomsom

    Max altitudine: 3,802m

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    • MARDI HIMAL

    Percorso di trekking relativamente nuovo, il Mardi Himal Base Camp, non è solo tranquillo e poco trafficato dai trekkers, ma anche molto avventuroso e immerso nella natura attraversato solo da stretti sentieri attraverso la foresta.

    È possibile trovare un tee house fino al High Camp, direttamente sotto il Machhapuchhre.

    Il trekking verso il Mardi Himal- Base Camp viene fatto come gita di un giorno partendo la mattina presto godendo anche della bellissima vista dell’alba.

    Durata: 4-7giorni

    Difficolta: moderata-difficile

    Start: Phedi – Khande

    Max altitudine: 4,500m

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    • ANNAPURNA SANCTUARY/ BASE CAMP

    Questo percorso rappresenta la lunghezza media prediletta dai trekkers dell’Annapurna.

    Il trekking può essere modificato e variabile a seconda della vostra preparazione e tempo che avete a disposizione; è possibile includere nel circuito l’ A B C ed anche il Poon Hill scendendo giù verso il lato opposto della valley da Chromrong.

    Il top del trekking é essere circondati dalle cime giganti dell’Annapurna, incluso l’Annap.I (8,091m), il South Annapurna ed il Machhapuchhre e l’ABC.

    Lunghezza: 7-12 giorni

    Difficolta: moderata

    Start: Phedi – Khande – Nayapul

    Max altitudine: 4,130m

    annapurna-sanctuary




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