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  • Lipston’s Seat e le piantagioni di tea in Sri Lanka

    Oggi visiteremo una delle piantagioni di tea più belle ed estese dell’intero Sri Lanka, in cima alle quali si trova il Lipton’s Seat dal quale è possibile godere di una vista davvero mozzafiato.

    Si parte da Haputale, situata nel centro sud del paese, molto nota per le piantagioni di tea iniziate da T. Lipton.
    Ad una altezza di ca. 15.000 metri sul mare, il paesaggio attorno alle coltivazioni è spettacolare: si hanno scorci di organizzatissimi appezzamenti di terra con le piante tutte in fila, suddivisi in blocchi ben precisi; una varietà di alberi altissimi sorgono dalle piantagioni regalando un po’ di ombra, addirittura a quest’altezza in mezzo a tutto questo vigoroso verde spuntano pure delle palme qua e lá!


    L’idea di far visita alla Factory è venuta spontanea quando una mattina svegliandoci all’alba per goderci il panorama dalla cima, abbiamo notato un autobus pieni di gente dirigersi ad una trentina di km dal centro cittá di Haputale, in una zona comunemente nota per le piantagioni di tea…infatti si stavano dirigendo tutti a lavoro.
    Al che abbiamo ben pensato di non accontentarci solo della meravigliosa vista delle piantagioni circostanti alla nostra Guest House immersa nel verde, ma di andare direttamente in visita alla madre di queste: La Dambatenne Tea Factory.
    Su consiglio del locali il giorno seguente ci siamo diretti in loco con un Tuc-tuc prima dell’alba, per goderci lo spettacolo della palla infuocata elevarsi dalle distese di tea.
    La strettissima strada, le curve ed i su e giú del piccolo mezzo hanno reso l’inizio della giornata un po’ avventuriero ed impazienti di arrivare sulla cima per apprezzare i primi raggi di sole sulla pelle, che dopo l’aria fresca del primo mattino risultano ancora piú piacevoli.


    Il costo del tuc-tuc è di 1200 Lkr per l’andata (fino alla Lipton Seat con il view point), e 1500 compreso il ritorno.
    Non abbiamo preso il bus semplicemente per arrivare prima del lavoratori e sistemarci in cima al View point detto Lipton’s Seat in attesa del sorgere del sole, magari sorseggiando una bella tazza di tea fumante.
    Per chi fosse interessato all’autobus verso la Lipton Factory da Haputale, la partenza è prevista intorno alle 07:00 una volta che il bus si è riempito, con un economico ticket di 28 Lkr.
    Per raggiungere il Lipton’s Seat, dove è possibile ammirare tutto il panorama da un view point bisogna pagare un ticket di 50 Lkr a persona e 50 lkr anche per il tuc-tuc se vi fate accompagnare fino in alto, altrimenti si pagano i biglietti senza includere il mezzo e si percorrono ca. 4 km a piedi fino alla cima.
    Una volta ammirato il panorama dalla cima, o ci si dirige verso la fabbrica di the a 7km di distanza a piedi oppure in Tuc-tuc.
    La fabbrica è operativa 24 giorni al mese, eccetto le domeniche di riposo in cui ovviamente non è visitabile.


    Per il tour al suo interno non ci sono orari precisi, si arriva all’entrata dove c’è il manager addetto alla visita ed appena si forma un gruppetto di persone il tour parte; dura 20 minuti al costo di 250 Lkr a persona.
    All’interno della fabbrica ci attende una visita guidata in Inglese con la spiegazione dei processi di produzione dei vari tea, sino al raggiungimento di 8 tipologie diverse derivanti dalla stessa qualitá di foglia di tea.
    Quattro di queste ultime sono le piú pregiate, mentre le altre subendo un tipo di lavorazione diversa sono meno elaborate e comunemente vendute a prezzi bassi.
    Ogni giorno vengono raccolti a mano all’incirca 20.000 Kg di foglie di tea dalla cima delle piante, e circa l’85% di queste sono foglie giovani dalle quali si ricava un prodotto finito migliore.
    Dopo la lavorazione si ottengono 4,600 kg giornalieri di tea finito da vendere alle aste nella capitale; di questi soltanto la metá vengono venduti alla Lipton, i restanti tutti ad acquirenti locali.


    Sembrerá strano che la Lipton Factory non venda tutto il prodotto esclusivamente alla Lipton appunto, in realtà della connessione tra la fabbrica e le piantagioni è rimasto solo il nome di Thomas Lipton, investitore e ideatore del marchio.
    Infatti l’attività iniziata nel 1800 da questo lungimirante personaggio che si innamorò del paesaggio di questa terra, diede luogo ad uno dei primi esempi di marketing “One to All”, ovvero di distribuzione da “Uno a tutta la massa”; in seguito la fabbrica venne rilevata la un imprenditore Cingalese che tutt’oggi continua a condurre l’attività iniziata piú di 200 anni fa.



  • Caos in India per le nuove banconote – Info per tutti i turisti

    Colpo di scena in India…demonetizzate” tutte le banconote da 500 e 1000 Rupie!!!

    La drastica decisione è stata presa dal Governo Indiano muovendo i primi passi verso la lotta al “black money“, ovvero il “danaro nero” acquisito attraverso attività legali senza aver però dichiarato il vero profitto di queste, evadendo tutte le tasse ed i contributi del caso. 

    I “dirty money” invece, sono i cosiddetti “soldi sporchi” provenienti da ogni sorta di attività illegali in India. Questa mossa è stata del tutto inaspettata ed imprevista, ma mirata ad impedire corruzione di ogni forma in quanto a breve in India ci saranno le elezioni. Ciò che risulta certo, parlando anche con la gente ed i gestori di attività di ogni tipo è che questo provvedimento ha sicuramente danneggiato più i commercianti “in regola” e la gente comune facendo una considerazione a breve termine, per quanto riguarda il lungo termine sarà da vedere. Una delle piaghe dell’India e causa di disagio é la circolazione di banconote false, infatti si stima che il 50% delle banconote da 1000 rupie in India siano false; ogni 10.000 banconote, 250 di queste sono false, ed il 10% in più delle contraffazioni riguarda tagli da 100 e 500 Rupie.

    Ecco spiegato il perché di questa avventata mossa prima delle elezioni, che ha costretto il governo a provvedere al ritiro immediato ed alla “demonetizzazione” delle banconote da 500 e 1000 rupie. Il disagio vero di questa mossa, per la gente comune è stato proprio il fatto che la notizia è stata diffusa nel telegiornale della sera, con effetto immediato dalla mezzanotte del giorno stesso; tuttavia il voluto effetto sorpresa da parte del governo voleva proprio togliere la possibilità alle organizzazioni criminali di poter organizzare una contromossa in vista del ritiro delle banconote.

    La procedura di ritiro delle banconote prevede la consegna di queste presso le banche nelle quali i possessori hanno il conto corrente, altrimenti chi non ha alcun conto bancario può fare una fila interminabile per poter cambiare solo 4.000 rupie al giorno nella stessa filiale. Potrete immaginare il disagio causato alle attività che sono rimaste a corto di banconote di taglio piccolo, custodite oramai gelosamente! Tutte le attività hanno appeso cartelli in cui viene indicato che non accettano banconote da 500 e 1000 rupie e per i turisti rappresenta un grandissimo inconvenevole.

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    Vi chiederete perché…e la risposta è semplice: qualsiasi turista che cambia cospicue quantità di soldi negli sportelli di “exchange money” viene ripagato con banconote di grosso taglio; stessa cosa quando si prelevare negli ATM, in molti per evitare di ritirare troppe volte e pagare elevati costi di commissione tendono a ritirare il massimo consentito, che viene ovviamente emesso in tagli da grossi.

    Quindi moltissimi turisti si sono trovati elevate somme di denaro per le mani, costituite da banconote “demonetizzate” che nessuno è più disposto ad accettare; gli hotel, i ristoranti, i negozi e nessun ufficio pubblico ovviamente. Il problema per i viaggiatori che si trovano in questo paese al momento è non solo di riuscire a trovare luoghi che accettino pagamenti in carta di credito, ma anche di riuscire a cambiare effettivamente tutto questo danaro.

    Nonostante numerose banche si dimostrino amichevoli e pronte ad aiutare i turisti, il limite di cambio è comunque basso e nella peggiore delle ipotesi quando si devono fare file di centinaia di persone si rischia di passare la giornata intera in fila per poi essere mandati via in quanto non vi è più alcun cambio disponibile. Insomma è davvero il caos!

    Un’ altro grande cambiamento da parte del governo Indiano, è stato quello di introdurre una nuova banconota da 2.000 rupie, oltre ad aver ovviamente cambiato quelle da 500 e da 1000. Se il settore turistico rappresenta uno di quelli colpiti in maniera particolare, ce ne sono ovviamente altri danneggiati in egual modo: infatti, la vendita di oro, diamanti e gioielli ha subito un drastico declino.

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    Dalle affermazioni ufficiali rilasciate dal presidente Indiano ed altri esponenti del governo dopo la manovra, sono state dichiarate la aspettative che hanno condotto a questa decisione: diminuzione della attività appartenenti alla criminalità organizzata, drastica riduzione della corruzione, incrementare l’utilizzo delle carte di credito e quindi delle transazioni legali, aumentare le entrate attraverso la tassazione del denaro in entrata attraverso le transazioni legali, infine il ritiro del denaro falso in circolazione rappresenterebbe un forte deterrente contro il riciclo del danaro sporco in questo specifico periodo di elezioni.

    Il Governo ha dichiarato di rendersi conto della situazione di caos enorme che graviterà sull’India ma ha anche detto che é preferibile il caos delle prime settimane per avere la possibilità di ottenere delle elezioni meno “inquinate”.



  • Come richiedere il visto per l’India quando si è all’estero

    Richiedere il visto indiano non è affatto complicato, ma a seconda del paese dal quale fate la richiesta vi sarà possibile avere periodi di permanenza più o meno lunghi.

    Questa variabile è ovviamente da attribuire alla relazione che c’é tra l’India ed il paese dal quale effettuate la richiesta.

    Il visto non può assolutamente esser richiesto una volta arrivati alla dogana Indiana, va richiesto prima, sia che partiate dall’Italia attraverso le ambasciate Indiane di Roma e Milano, sia che siate all’estero tramite l’ambasciata Indiana del paese in cui vi trovate.

    Di solito prevede un’arco di tempo di una settimana, di conseguenza è consigliabile restare tutta la settimana nella città in cui si trova l’ambasciata e di trovarvi direttamente una Guest House nei pressi (così se vi dimenticate qualcosa potete “correre a casa” e prenderla!).

    La prima cosa da fare per avviare il processo è andare sul sito ufficiale dell’ambasciata Indiana e compilare la pratica Online.

    Fate attenzione e riempite tutti i campi correttamente dando motivazioni e spiegazioni sensate, altrimenti errori di copiatura come N° passaporto e dati anagrafici possono compromettere l’esito negativamente se consegnato inesatto.

    Se invece vi accorgete di errori durante il ricontrollo finale pre-stampa, dovreste iniziare la pratica online da capo ed assicurarvi di compilarla in maniera esatta!

    Una volta compilato il Form Online, dovete stamparlo.

    Prima di recarvi all’ambasciata del paese ospitante in cui vi trovate, controllate gli orari di apertura ed assicuratevi di essere lì una mezz’oretta prima, per trovarvi in cima alla fila e ricontrollare di avere tutto ciò che vi serve!

    Per evitare disguidi alle Ambasciate, pongono sempre delle macchinette per prendere il numerino, quindi ricordatevi di prenderne uno appena entrate !

    COSA SERVE PER FARE LA RICHIESTA DEL VISTO INDIANO?

    -Compilare il Form online/modulo del visto correttamente e Stamparlo;

    -1 foto da passaporto

    -1 fotocopia del passaporto

    -1 fotocopia del visto del paese del quale fate richiesta

    (ad es. noi facevamo richiesta dal Nepal)

    -Soldi per pagare la Fee / tassa

    Se avete bisogno di periodi di permanenza in India più lunghi, rispetto a quelli concessi oppure difficilmente concessi da alcuni paesi, vi consigliamo di scrivere una lettera che motivi la vostra richiesta (nel nostro caso ha funzionato e siamo riusciti ad ottenere qualche mese in più).

    Questa lettera va stampata ed allegata al vostro dossier al momento della consegna in Ambasciata.

    Ad esempio in Nepal, a 30 metri dall’Ambasciata Indiana c’è una specie di copisteria che si fà carico della compilazione della pratica + tutti gli extra del caso che servono ai seguenti prezzi:

    500 rupie per la compilazione del modulo online + stampa

    300 rupie per la foto tessera delle dimensioni richieste

    25 rupie a fotocopia ( per Passaporto e visto Nepalese)

    Questa opzione non è solo consigliata per i piú pigri, ma anche per quelli che vogliono avere più chance di ottenere il visto Indiano e non sono sicuri delle risposte da dare nel modulo.

    In questo piccolo “ufficio” sanno giá esattamente come muoversi per la richiesta e che risposte dare, con tanto di contatti Indiani se servono… Quindi se siete titubanti, vi consigliamo di investire qualche euro in più ed essere sicuri di compilarlo correttamente!

    COME SI SVOLGE LA PROCEDURA DI RICHIESTA?

    Di norma la richiesta si conclude nell’arco di 1 settimana ,che prevede 3 incontri (se tutto va bene):

    PRIMO INCONTRO

    É consigliabile avviare le pratiche di lunedì per procedere al ritiro il lunedì seguente, portando:

    ⁃ IL VOSTRO PASSAPORTO + FOTOCOPIA

    ⁃ FOTOCOPIA DEL VISTO DEL PAESE DAL QUALE FATE RICHIESTA; (Noi facendo richiesta dal Nepal abbiamo fotocopiato la pag. di passaporto con il visto Nepalese).

    ⁃ 1 FOTO TESSERA FORMATO PASSAPORTO

    ⁃ MODULO DI RICHIESTA DEL VISTO ONLINE STAMPATO

    ⁃ LETTERA STAMPATA (se avete richieste particolari)

    ⁃ SOLDI per pagare la Fee per la richiesta del visto; ( Il costo per la richiesta del visto Indiano dal Nepal è di 4,800 Rupie a persona, ca. 41€, sia che il visto venga rilasciato per 1 mese o 6 mesi)

    Appena entrate in Ambasciata ricordatevi di prendere il numerino per la fila!

    Una volta consegnato tutto e pagato la Fee, (oppure é possibile pagarla al secondo incontro), allo sportello vi rilasceranno uno scontrino con la data del secondo incontro. (che di solito è il giorno dopo, a meno che non ci siano festività in mezzo).

    .

    SECONDO INCONTRO

    Di solito avviene di pomeriggio in Nepal; quindi pendere il numerino per la fila e presentarvi con lo scontrino rilasciato la volta precedente ed il vostro passaporto dietro.

    Viene comunicato l’esito della richiesta di visto!

    Se positivo viene ritirato il passaporto per potervi applicare il visto e viene controllato (attraverso lo scontrino) se avete già effettuato il pagamento.

    Al termine vi indicano il giorno di ritiro del passaporto; ( se avviate le pratiche di lunedì e non vi sono festività in mezzo, il ritiro dovrebbe essere sempre di lunedì).

    TERZO INCONTRO

    In Nepal vi presentate in ambasciata per il ritiro del passaporto dalle 17.30 alle 18.00

    Non dovete fare la fila, di solito vi presentate dicendo che dovete ritirare il passaporto e vi fanno passare senza troppi indugi.

    Il ritiro dura 2 minuti d’orologio.

    Da quel momento in poi siete liberi di andare in India e godervi il vostro viaggio!!

    Una pecca dell’Ambasciata Indiana é che il visto parte dalla data dell’approvazione (ovvero il secondo appuntamento), quindi una volta ritirato avrete già perso diversi giorni.



  • Bandipur, una piccola perla del Nepal

    Capitati in questa cittá quasi per caso, grazie ad alcuni amici Nepalesi con i quali ci siamo messi d’accordo all’ ultimo momento, siamo partiti alla volta di questa nuova esperienza!

    Partendo da Pokhara con un Mini Van si impiegano circa 2 ore, a seconda del traffico,condizioni climatiche e della resistenza del van.

    Lungo il tragitto ci siamo fermati un paio di volte per concederci delle pause Chai e snack vari in piccoli locali tipici sulla strada.

    Il paesaggio mano a mano che ci avvicinavamo verso la meta era sempre più pittoresco e colorato, tanto che ad un certo punto ricordo di aver detto “questo è il verde più verde che io abbia mai visto!”, i colori sono intensi ed esprimono tutto il vigore della natura selvaggia di montagna!

    Una piccola differenza tra i Bus Locali ed i Van è che mentre questi ultimi vi portano fino in cima al villaggio, i bus invece vi lasciano nella strada principale senza salire fino in alto, quindi da lí o prendete un taxi/Jeep, oppure vi fate una bella salitona a piedi!

    Una volta approdati nel villaggio ci si accorge subito di quanto sia diverso dalle altre città Nepalesi, infatti è molto caratteristica sia nello stile che per quanto riguarda i costi di vita.

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    Il paese è bellissimo, le strade, le case ed i muretti dei piccoli sentieri sono interamente realizzati in pietra. Inoltre numerose case, presenti nel corso principale della cittá lungo un centinaio di metri, sono in stile chalet di montagna con qualche tocco di ispirazione neo-classica dato dalle colonne, che a dir cosí sembra che non centrino nulla, invece rendono il luogo ancora piú particolare.

    La cittá sembra rimasta ferma nel tempo, a parte qualche piccolo cartello di Guest House quà e la non ci sono grandi interferenze con l’ambiente circostante.

    Per quanto riguarda l’alloggio, è pieno di guest house, ed ovviamente piu vi allontanate dal piccolo corso del villaggio e meno pagherete!

    Noi siamo riusciti a trovare una modesta Guest house sul corso al prezzo di 4,25€ (500 rupie) per una camera doppia; non aspettatevi grandi lussi, ma se avete bisogno del wi-fi vi rincuoro dicendovi che anche li c’era, seppure un’ po’ lento!

    Una volta esplorata la piccola cittá, ci siamo dati a brevi trekking di qualche ora per salire sulla cima delle montagne e goderci lo spettacolo del tramonto!

    Inutile dire che il panorama circostante é bellissimo, dall’alto si vede la collina con il villaggio circondato dai monti e da un sacco di verdi alberi che lo avvolgono!

    Se alzate gli occhi al cielo una volta che siete sulla cima, vedrete tutti gli allievi della scuola di Paraglide di Bandipur che si esercitano alla partenze in volo; in breve tempo vi ritroverete circondati di una trentina di puntini colorati nel cielo che sorvolano tutta la zona, rendendola ancora piú colorata e viva.

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    Il paesaggio è veramente suggestivo, per non parlare del romantico tramonto che ricopre la valle dalla cima del monte circostante, rendendo l’ambiente quasi magico ed accompagnato da un senso di leggerezza e pace unici.

    Questa magica cornice ed i piccoli ristorantini locali sono un duo eccezionale, per non parlare dell’ottimo rapporto qualitá-prezzo in tutta la città!

    Ad esempio, cenando con i soliti piatti locali, tipici Nepalesi faticherete a spendere più di 1,5€ a persona, ovviamente alcolici esclusi, perchè quelli hanno prezzi più importanti rispetto al resto quindi figuratevi sul cucuzzolo della montagna!

    Se cercate un posto in cui rilassarvi, fare qualche passeggiata nel verde o trekking di qualche ora questo è il posto giusto!

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    Ma non arrivate lì sperando di trovare chissà che cosa, perché l’attivitá piu alternativa sarà il paraglide, che tra l’altro in questa zona è molto recente; praticata da professionisti di Pokhara che hanno esteso questo “sport-turistico” qui a Bandipur data la sua posizione strategica su di una piccola collina in mezzo alle montagne.

    Questa città la consigliamo assolutamente, perchè essendo così particolare e diversa dal resto delle città Nepalesi, visitandola si completa il pittoresco quadro di questo magnifico paese!



  • TOP 10 RISTORANTI A POKHARA

    Avendo passato quasi due mesi a Pokhara abbiamo provati tantissimi ristoranti, bakery e Coffe Shops, infatti non appena abbiamo preso maggiore confidenza con il posto sapevamo esattamente dove andare a mangiare in base alle nostre voglie!
    Dobbiamo ammettere che questa città a differenza di Kathmandu, ha degli standard igienici molto più elevati e il rapporto qualità-prezzo é di gran lunga migliore.

    Difficilmente si mangia male oppure si rischia di contrarre virus se si mantengono le solite regole basilari, ovvero: andare in luoghi frequentati dai locali oppure quelli sempre pieni di persone che garantiscono un rapido ricambio della merce onde evitare spiacevoli sorprese.
    Nella seguente lista vi presentiamo i luoghi migliori in cui andare a seconda delle necessità: dalla colazione al brunch, dal panino della merenda ai pasti completi come pranzo e cena!

    SUN WEL-COME
    Collocato nella zona nord di Lakeside, sulla destra della strada principale si presenta come una struttura quasi balneare con il tetto di paglia , tavoli di legno e un ambiente quasi totalmente aperto.
    L’ambiente è molto semplice ed essenziale, e di primo acchito sicuramente non trasmette pensieri positivi, invece mangiandoci abbiamo scoperto che è uno dei posti meno cari e che propone piatti semplici della cucina tradizionale.
    Da citare il Veg Curry con Chapati che è stato uno dei piú saporiti della zona!
    Spesa media di una cena x2 è di 3,50€ (Veg curry + chapati + veg kofta + 2 cola)
    Un’altro locale simile a questo lo si trova semplicemente attraversando la strada, onestamente non lo abbiamo provato per mancanza di tempo, ma ci è stato consigliato da una marea di persone.
    Rapporto Qualità-Prezzo 8

    MO-MO 2
    Questo piccolo ristorantino appartiene alla zona sud di Lakeside ed è situato in una delle prime traverse che intersecano la strada principale.
    Collocato al secondo piano di un palazzo non é sicuramente molto appariscente, ma è il miglior posto per mangiare Sandwich a tre strati accompagnati da una generosa porzione di patate fritte giganti appena tagliate + bevande di ogni tipo a prezzi bassissimi.
    Il locale ben tenuto ed in stile moderno si presenta molto bene ed in piú l’accoglienza è una delle migliori!
    Spesa media x2 persone 4€ (Sandwich al tonno e Vegetariano + 2 bibite gassate)
    Rapporto Qualità-Prezzo 9

    TEA TIME

    È uno dei locali più vecchi della zona centrale di Lakeside che gode di un’ottima reputazione da sempre.
    Il locale presenta una gran varietà di piatti in stile locale ed occidentale da soddisfare sicuramente qualsiasi appetito.
    L’ambiente è molto confortevole e caldo accompagnato da musica piacevole e piccole lanterne dalle luci soffuse.
    Degni di nota in questo locale il burger vegetariano e la gigante porzione di Veg Chowmein che è una pasta di riso fritta molto saporita che accompagnata da due Cola abbiamo pagato 6,80€.
    Rapporto Qualità-Prezzo 8

    tea-time-bamboostan-cafe

    JAVA COFFEE
    Locale nel nord di Lakeside sul lato desto della strada principale, molto grande e accogliente.
    È il luogo migliore in cui fare brunch e colazioni, ovviamente é anche possibile mangiarvi sandwich ecc. Ma nulla di speciale o degno di nota.
    Nel menu per quanto riguarda la caffetteria è possibile trovare di tutto, dall’ottimo espresso ai frullati e caffè shekerati.
    Mentre per quanto riguarda le colazioni sono disponibili dei set a partire da 2,40€ che comprendono 1 baguette scottata, 2 uova cotte a proprio piacere, una coppa di insalata di verdure fresche + ciotola di burro e marmellata + 1 bevanda a scelta della caffetteria.
    Invece le colazioni tradizionali di Cappuccino (ottimo tra l’altro) e brioche a 1,70€
    Rapporto Qualità-Prezzo 8

    PERKY BEANS
    Caffetteria e bakery che comprende una vasta gamma di frullati giganti al gelato, frappuccini, smoothies e caffè davvero ottimi!
    Inoltre il rapporto qualità prezzo è fantastico in quanto i prodotti sono molto buoni e freschi e le porzioni sono giganti.
    Per quanto riguarda i prodotti della bakery i prezzi si aggirano intorno ai 0,30cent a pezzo ±, i frullati ecc da 1,80 a 2,50 in base alla scelta specifica.
    Nel Lakeside ci sono 2 Perky Beans,uno nella parte centrale di Lakeside che chiude rigorosamente alle 19.00 ed ha i prezzi piú alti in quanto gode di una posizione più strategica.
    Il secondo, si trova nella zona nord Lakeside, a meno di 1 km di distanza dall’altro ed ha prezzi migliori ed uno staff piú cordiale!
    Rapporto Qualità-Prezzo 8

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    NEPTALIA
    Sulla sinistra della strada principale nella parte nord Lakeside.
    Avete presente quando si dice “non cercare il tuo cibo all’estero…”?! Purtroppo,a volte, quando si viaggia per tanto tempo non si può fare altro che cedere alle proprie tentazioni ed alla voglia di una pizza!
    Non solo abbiamo scoperto un ottima pizzeria con forno a legna, ma anche molto conveniente!!
    Infatti questo fusion di Nepal e Italia presenta una sfilza dii piatti Italiani abbastanza deliziosi e a prezzi convenienti.
    Una piazza margherita sui 2,50€ ed i primi dai 2,50 ai 3,00€
    Rapporto Qualità-Prezzo 9

    NEPTALIA POKHARA

    GODFATHER’S PIZZA 1 e 2
    È’ una catena di pizzerie nel Lakeside, uno nella zona centrale ed uno nella zona nord proprio di fronte al Neptalia.
    Di gran lunga più costosa di quest’ultima sopracitata, anche il Godfather’s gode di un’ottima reputazione: una buona pizza in forno a legna e generosi primi, ma sicuramente anche più cara rispetto agli standard nepalesi.
    (2 pizze margherita e 2 cola 10€)
    Rapporto Qualità-Prezzo 7

    godfather-s-pizzeria

    OR2K
    Ristorante collocato nella zona centrale di Lakeside al secondo piano del centro commerciale della zona piú trafficata e turistica di Pokhara.
    Un posto particolare, dotato di un intero tipico pieno di caratteristici tavolini bassi, cuscini e tappeti, all’interno dei quali bisogna girare scalzi lasciando le proprie scarpe all’ingresso; altrimenti ci sono zone perfettamente adattate in stile Europeo con tavoli alti e arredamento più moderno.
    Il cibo é decisamente buono e l’ambiente è molto accogliente e piacevole; il menù è molto vasto e particolare ricco di varianti vegetariane, vegane ed ovviamente cucina tipica locale.
    I prezzi non sono sicuramente bassi ma ne vale pena!
    (humus con cipolle e funghi alla brace servito con naan, byrek alle patate con contorno di verdure + 2 cola ± 10€)
    Rapporto Qualità-Prezzo 8

    OR2K

    POKHARA PIZZA HOUSE
    Nel nord di Lakeside, locale poco appariscente sulla strada principale non dispone di un menu vastissimo ma possiamo assicurarvi che i piatti sono molto veloci e buoni.
    Per gli amanti della pizza bassa e croccante nel forno a legna questo è il posto giusto!
    I prezzi sono nella norma e il servizio abbastanza veloce!
    (2 Pizze margherita + 2 insalate varie + bottiglia d’acqua tot 8,50€)
    Rapporto Qualità-Prezzo 8

    SHEELA BAKERY
    Piccola bakery che fa angolo nella traversa della strada principale al centro del Lakeside, appare come una mini paninoteca con dei tavoli a caso, piazzati davanti ed all’interno del negozietto.
    A guardarla non ispira molta fiducia, invece è molto affidabile, i panini sono buoni ed è possibile guardare durante la preparazione.
    Il rapporto qualità-prezzo è ottimo, infatti per dei panini medi si spende dagli 0,80 ai 1,80 a seconda della farcitura.
    Rapporto Qualità-Prezzo 9



  • Trekking sul monte Panchase – Nepal

    Se non siete dei master del trekking ma desiderate sperimentare questa attivitá, vi consigliamo di provare iniziando con il Panchase!
    Il modo migliore è di partire da Pokhara, sia per riposare al meglio che per avere il tempo di pensare a cosa portare nel vostro zainetto che sarà la vostra salvezza per diversi giorni e lo custodirete come fosse un tesoro! (vedi articolo)

    Noi quando abbiamo deciso di partire per diversi giorni alla scoperta della montagna del Panchase non avevamo assolutamente idea di cosa ci aspettasse e c’è da dire che non siamo tipi proprio atletici ma ci dilettiamo con le solite passeggiate e qualche corsetta in vista dell’estate magari! 😛
    La premessa è: se ce l’abbiamo fatta noi, potete farlo anche voi!

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    Per organizzare il percorso ci siamo fidati dei nostri amici del posto e di un’altra coppia di viaggiatori incontrati durante il viaggio che ci hanno spiegato dettagliatamente il percorso ed informazioni prese da depliant e internet.
    Resta di fatto che dovete sempre confutare ciò che vi viene detto per evitare di trovarvi in mezzo al nulla senza sapere dove andare; in piú occasioni vi troverete di fronte a delle scelte per quanto riguarda piccoli sentieri e percorsi e dovete avere ben chiara la geografia del luogo!
    Il peggio nello sbagliare strada, non solo è quello di allungare il percorso verso villaggi ben lontani dalla vostra meta, ma rischiare che il buio sopraggiunga mentre voi siete ancora per i sentieri!

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    Ora vi racconteremo del nostro percorso dettagliatamente, ma dopo averlo fatto pensiamo che sia meglio farlo procedendo al contrario.
    La partenza è a Pokhara, una magnifica città in cui avrete l’opportunità di rilassarvi e godere di paesaggi magnifici grazie al lago Phewa e al circondario di montagne; inoltre da una di queste ultime distinguerete la sagoma di un tempio, il World Peace Pagoda, in cui nelle giornate calde sarà possibile distinguere la punta doratata della cupola illuminata dai raggi del sole!
    Dal Lakeside di Pokhara bisogna raggiungere il villaggio di Gachichina; il modo più economico è attraverso i Local Bus, che impiega 1 ora al costo di 60 Rupie a persona.
    Altrimenti potete prendere Jeep oppure taxi, poi i prezzi sono da vedere e soprattutto contrattare…si perchè parte attiva dell’acquisto di qualsiasi cosa in Nepal è la contrattazione!
    C’è da dire che i prezzi, per un qualsiasi turista Europeo sono bassi, però a volte ci si chiede se sia giusto far guadagnare a queste persone cifre esorbitanti in un colpo solo, considerando anche il bassissimo costo della vita, per cui a volte si fa finta di contrattare pur lasciandogli delle belle somme ed altre si contratta perchè dopo che si passa un po’ di tempo in un paese si capisce bene o male come funzionano le cose e quando ci si rende conto di essere stati fregati alla grande subentra anche quel principio di testardaggine che non tollera il fatto di essere beffati solo perché si è l’ennesimo turista di turno da spennare…giá, bisogna ammettere che a volte ci si trova in situazioni dai sentimenti contrastanti!

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    Comunque,tornando al nostro trekking, dopo aver preso il soffertissimo bus locale, toccherete con mano la realtà quotidiana di persone che vivono in piccoli villaggi fuori dalle grandi aree urbane e vi renderete conto dell’abissale differenza mano a mano che salirete di quota sulle montagne!
    Una volta arrivati a Gatchichina, che tra l’altro è l’ultima fermata del bus, dovrete proseguire in direzione Sidane!
    Ci sono due sentieri che spesso si incroceranno e che portano in cima alla montagna, la differenza essenzialmente è che una è la scorciatoia tipica che taglia nel cuore della montagna e spesso è un piccolo sentiero appena percettibile; mentre l’altro percorso è ben più largo, (fatto per le auto) però allunga di molto e spesso è trafficato da mandrie di bufali selvatici.
    Mantenete la direzione Sidane e continuate a salire verso la cima della montagna Panchase per all’incirca 6 ore, e lungo il percorso vedrete dei piccoli villaggi in cui sostare per rifocillarvi e fare qualche foto caratteristica della vita rurale del posto.
    Una volta in cima al Panchase (2530m) troverete un rifugio in cui avrete la possibilitá di alloggiare in delle camere con lo stretto indispensabile, tra cui pesanti coperte per la notte; il prezzo a stanza è di 500 rupie/ 4€ ca.
    In questo rifugio sarà anche possibile mangiare piatti della cucina tipica e trovare qualche snack da sgranocchiare! I prezzi variabili, dalle 300 rupie per il dal-bath alle 60 rupie per un Chowmein/noodels precotto.

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    Dalla vetta del Panchase dirigetevi in direzione Badahure; saranno circa 2 ore abbondanti di camminata scendendo per una scalinata lunghissima sino ad arrivare al piccolo villaggio.
    Una volta lì troverete un paio di Guest House che appartengono tutte alla stessa persona, il preside della scuola del posto; la scuola è enorme e raccoglie tutti gli studenti dei villaggi adiacenti.
    Le camere a notte costano 500 o 400 rupie, rispettivamente con o senza bagno in stanza.
    Troverete delle piccole tavernette locali in cui fermarvi a mangiare spendendo sulle 150 rupie per i soliti piatti locali.
    Da Badahure dirigetevi in direzione Dampus verso l’Australian Camp, in cui arriverete con una camminata di 4 ore circa.
    Il camp è ben organizzato, ha un buon wi-fi, cosa del tutto stupefacente visto che sarete stati a secco tutti i giorni precedenti di viaggio; a seconda di quello che è il vostro budget e le vostre esigenze potrete trovare stanze dai 400 alle 800 rupie, ma i prezzi cambiano in relazione stagioni, e noi essendo andati durante i monsoni abbiamo goduto di tariffe più basse.
    Dall’Australian Camp scendete verso Dampus per meno di 1 ora di camminata, così da poter ammirare altri splendidi paesaggi dalla cima della vetta ad un altezza di 1650m.
    Una volta arrivati a Dampus potete sostare per un break prima di ripartire alla volta di Phedi, in cui sarà possibile riprendere un bus locale stra-economico verso Pokhara oppure prendere qualche taxi o mini van che costerà sicuramente di piú!

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    Una volta spiegato dettagliatamente il percorso da fare posso finalmente raccontarvi la nostra esperienza diretta!

    Il trekking non è sicuramente stato una passeggiata perchè nonostante avessimo una vaga idea di quanto sarebbero durati i percorsi, in realtá tutto è molto soggettivo…soprattutto se si parla di sentieri formati esclusivamente da scalini che proseguono per 10 km in avanzata verso la cima del monte!
    Le nostre preoccupazioni erano quelle di arrivare ai rifugi prima che il buio sopraggiungesse oppure che iniziasse a piovere.
    Inoltre appena possibile dovevamo trovare qualche fontana per riempire le nostre bottigliette per continuare ad idratarci costantemente perchè il percorso abbastanza impegnativo ed il caldo sono una accoppiata micidiale!
    Ricordate che è consigliabile bere sui 3 litri di acqua a persona al giorno mentre si fa trekking; lo so che l’acqua è pesante e bisogna trascinarsela dietro,ma la sete in quelle circostanze è tremenda e ben peggiore di un po’ di fatica in più.
    Tralasciando i nostri pensieri riguardanti il tempo ed i sentieri, il paesaggio è fantastico!!!
    Ci siamo trovati più volte in silenzio ad ammirare il panorama e di sovente rompere l’incantesimo della quiete per scattare qualche foto.
    Ed è proprio in quelle brevissime pause che abbiamo scoperto quello che è stato il nostro problema più grande: le sanguisughe!
    Gia, proprio loro si presentano come dei piccoli bruchi scuri sulle piante pronte ad arrampicarsi su qualsiasi corpo caldo che gli passi vicino.
    Nei momenti peggiori, quando la vegetazione era veramente alta, fitta ed il sentiero poco praticabile ci siamo ritrovati addosso una ventina di sanguisughe a testa…a pensarci a mente fredda dici vabbè, una volta che si attaccano le lasci fare ed appena sono “ubriache di sangue” (come si dice in gergo) si staccano da sole.
    Sì, si staccano ma ti strappano pure un bel lembo di pelle e la ferita continua a sanguinare per un sacco di tempo attirando altri insetti e diciamo che non è il massimo mentre si è in mezzo alla foresta!

    Pensate che io (Klaudia), pur essendomi coperta a dovere con leggings e calzetti alti su di questi mi sono trovata morsi sulla caviglia attraverso i calzetti ed addirittura una volta raggiunto il rifugio, mentre mi cambiavo mi sono ritrovata una sanguisuga, oramai ciccionissima e piena di sangue che mi si era attaccata sul sedere. E con questo ho detto tutto!
    Però bisogna anche dire che quesi piccoli amici sono molto presenti durante i mesi umidi e piovigginosi dei monsoni, quindi se decidete di fare qualsiasi trekking assicuratevi che sia verso ottobre-novembre che sono perfetti per questo genere di attività!
    La fatica bisogna ammettere che c’é stata, ma una volta arrivati sulle vette sembrava sparire di colpo!
    È strano come e quanto i nostri occhi continuassero a guardare quei panorami stupendi e non ne fossero mai sazi; ogni momento era buono per osservare i cambiamenti del cielo e delle sue nuvole che sembrava così vicine a noi.
    Non vi sto nemmeno a dire lo spettacolo naturale che si presenta all’alba…mozzafiato!!
    Questo trekking potete organizzarlo a vostro piacimento e farlo durare quanto volete voi e per poter vivere la semplicità dei piccoli villaggi fermandovi ogni qual volta lo desiderate.
    Noi abbiamo optato per un trekking intenso e veloce da fare in 3 notti e al quarto giorno ritornare verso Pokhara, ma potete veramente fermarvi molto di più se avete tempo, voglia ed energie!
    Se questo genere di trekking lo approviamo noi che siamo “gente di mare”, gli appassionati lo ameranno ancor di più!!



  • ATTREZZATURA INDISPENSABILE PER FARE TREKKING!

    Molte volte non sappiamo bene a cosa andiamo incontro e tendiamo a portare più di quanto in realtà occorra.

    Se si va a fare una semplice vacanzina tutto relax va anche bene, ma se il peso che si porta dietro poi bisogna tenerlo sulle spalle per fare trekking allora è meglio puntare ad avere solo l’essenziale!

    Ricordate che sotto sforzo il vostro corpo sentirà il doppio del peso che vi sarete portati e vi verrà quasi voglia di abbandonare il superfluo per strada.

    Intanto iniziamo con il dire cosa deve assolutamente esserci in uno zaino da trekking:

    TORCIA

    Quelle più consigliabili da portare sono quelle a dinamo così siamo sicuri che non ci abbandoni la batteria nel bel mezzo della notte; il massimo della comodità sarebbe anche il supporto per tenerla in testa, così da poter avere le mani libere per ogni evenienza.

    GUANTI E BERRETTO

    Da ottobre ad aprile le notti e le mattine possono essere molto fredde ad alte quote, ed il calore si sa che si disperde molto più in fretta dalla testa, mani e piedi, quindi è meglio coprirsi per evitare di ammalarsi nel bel mezzo di un trekking!

    Inoltre nei mesi monsonici, avere una protezione in più contro le sanguisughe che stanno attaccate sopra qualsiasi cosa aspettando un corpo caldo sul quale avvinghiarsi, è sempre meglio!

    SLEEPING BAG/ SACCO A PELO

    Le “tee houses” che si incontrano sui sentieri, di solito sono forniti di coperte pesanti (ma poco pulite), per cui avere un sacco a pelo in cui infilarsi per stare ancora piú caldi e protetti vi garantisco che ripagherà il vostro sforzo per aver portato quei 400gr in più di peso!

    OCCHIALI E CREMA PROTETTIVA o CAPPELLO

    Ad alte altitudini l’aria é più rarefatta ed il sole più forte e cocente!

    Portandoci dietro gli occhiali da sole ed un piccolo flaconcino di crema protettiva potrebbe cambiare del tutto l’esperienza del trekking, soprattutto se vi prendete un’insolazione e non avete alcun rimedio!

    Sembra un’esagerazione, ma se percorrete sentieri di 6-8 ore camminando sotto il sole cocente potreste arrivare alla sera stanchi morti e febbricitanti..e a quel punto dovete sperare di aver preso qualche medicinale di base per evitare di dovervi fermare per qualche giorno in rifugi sperduti sulle montagne.

    MINI KIT PRONTO SOCCORSO

    Un kit dotato di medicinali di base è assolutamente da portare!!!

    Non esagerate, una piccola benda, una fascia, dei cerotti, una forbicina e dell’Ibuprofene ed un Imodium potrebbero essere veramente salvifici in certe situazioni!

    COPERTA TERMICA

    È piccolissima e pesa approssimativamente 50 grammi, se sentite freddo e non avete di che coprirvi se non quello che vi viene offerto dalla Guest house, la coperta termica potrebbe cambiare il corso della vostra nottata!!

    A più di 2000 metri il freddo tra ottobre ed aprile è davvero feroce, quindi prevenite certe situazioni e portatevi dietro questa piccolissima precauzione.

    MAGLIETTE AD ASCIUGATURA RAPIDA

    Scegliete materiali che asciughino in fretta e non restino costantemente umidi nei momenti di pausa facendovi prendere freddo!

    Ci sono indumenti appositamente studiati per questo genere di attività che possono assolutamente fare la differenza e noi li stra-consigliamo!

    Tenete presente che a quelle quote i vestiti una volta inumiditi non asciugano e congelano!

    ASCIUGAMANO AD ASCIUGATURA VELOCE

    Consigliamo di portare un asciugamano in microfibra grande con peso sui 200-300 gr in base alle dimensioni.

    Potete acquistarli sulle maggiori piattaforme di shopping online a cifre irrisorie e queste si che faranno la differenza rispetto agli asciugamani tradizionali che pesano di più e non si asciugano a quelle quote!

    SOLDI

    Nei percorsi di trekking sarà difficile trovare bancomat/ATM, a meno che non passiate per villaggi grandi e non molto isolati.

    Ad esempio se partite per fare trekking nella regione dell’Annapurna troverete un ATM a Johmsom.

    Conviene comunque portarsi dietro i soldi he vi serviranno in tutto il percorso e tenerveli sempre dietro in uno di quei marsupi impercettibili da portare sotto i vestiti e non abbandonarlo mai!!

    Contate approssimativamente una spesa di 1500-2000 Rupie a persona al giorno (alcolici esclusi) per vitto e alloggio.

    MAPPA

    Oggigiorno noi facciamo molto affidamento sui nostri dispositivi elettronici quali tablet e cellulari per consultare le mappe…ma vi possiamo assicurare che le mappe cartacee sono molto più accurate ed affidabili, ed in più non si scaricano nel bel mezzo di un sentiero sperduto nei boschi! ;P

    SAPONE

    Una bella saponetta alla vecchia maniera sarà molto utile e poco costosa.

    Pesa pochi grammi ed occupa pochissimo spazio e scoprirete che diversamente da come siamo abituati, in certe situazioni avere un prodotto che potete utilizzare per tutto vi sarà di sollievo!

    SALVIETTE UMIDIFICATE

    Vi renderete conto che spesso se raggiungete i rifugi in tarda sera non sempre sarà disponibile l’acqua calda (altamente improbabile durante tutto il giorno in certi posti), quindi dopo aver faticato tanto e sudato non è assolutamente raccomandabile farsi un bagno gelato a tarda sera!

    Portatevi dietro delle salviette umidificate per ogni evenienza, per tenervi freschi e semi-puliti fino a quando non troverete una doccia calda!

    CARTA IGIENICA

    Un rotolo di carta igienica può essere utilizzato in un infinità di modi e situazioni, occupa poco spazio ed è soprattutto leggerissima.

    VESTIARIO

    Per le donne sono consigliabili i leggins, in quanto sono elastici e non eccessivamente pesanti.

    Non sottovalutate la lunghezza del pantalone, pensate a tutte le piante alte, urticanti e pruriginose ed alle piccole bestioline su di queste, pronte ad arrampicarsi sulle vostre gambe mentre percorrete i sentieri boscosi.

    Portate t-shirt considerando 1 cambio al giorno; una felpa ed un k-way impermeabile per proteggere voi ed il vostro zainetto dalla pioggia e dalle gocce di brina posate sulle piante.




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