BULGARIA

  • Rila Monastery low-cost

    Un MUST della Bulgaria, il Monastero di Rila è assolutamente da vedere!

    Raggiungibile da Sofia centro città con un taxi che porta alla stazione degli autobus al costo di 5€ oppure con il tram n°5 per 0,80€; da lì è possibile prendere un autobus di linea con partenza alle 10:20 ogni giorno.

    Il modico prezzo dell’autobus ( 5,50€ ), giustifica anche le 3 lunghe ore di tragitto previste dalla tratta rispetto ai mezzi offerti dalle agenzie private, più rapidi ma anche più costosi ( dai 25 ai 30€).
    Una volta raggiunta la meta, assicuratevi di avere l’abbigliamento idoneo ad un luogo sacro; e come di norma, di non usare macchine fotografiche all’interno della chiesa e del museo.
    Il museo è a pagamento per gli adulti al costo di 4€, con guida in inglese a 10€.

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    Per tutti quelli che soffrono i viaggi di lunga durata sarà un sollievo scoprire che è possibile pernottare all’interno del monastero con prezzi variabili dai 18€ per la singola ai 25€ per la doppia e 33€ per la tripla.
    Questi sono i prezzi esposti in bacheca all’entrata della struttura, ma trattando con il monaco addetto all’accoglienza è possibile spuntare un piccolo sconto.
    Se avete la possibilità di far chiamare il monastero da un madrelingua Bulgaro sarebbe meglio farvi dire il prezzo al telefono, così quando arriverete in loco, potrete farvi confermare il prezzo concordato telefonicamente (nettamente inferiore a quelli esposti per turisti).
    L’ambiente sacro prevede i minimi comfort all’interno della stanza: luce, tavolino ,sedia, e un minimo di tre letti.

    Ovviamente non vi è alcuna possibilità di far la doccia, in quanto nelle stanze c’è solo un piccolo spazio separato con all’interno un lavabo;
    anche i servizi sono esterni alle stanze ed in condivisione con il resto degli ospiti.

    Rila Monastery sleep
    All’interno delle mura del monastero è possibile trovare delle fontane con dell’acqua freschissima che scende direttamente a valle dalle montagne; tra l’altro il suono del ruscello d’acqua che circonda il monastero e lo percorre, accompagnerà piacevolmente l’intera giornata trasportandovi in una dimensione piacevolmente surreale.

    Rila Monastery fontana

    Per quanto riguarda il ristoro, all’esterno delle mura ci sono vari ristoranti tipici ed anche un tipico baldacchino che vende solo delle specie di “petule” con tanto di accompagnamento dolce o salato a scelta (al costo di 0,25 € l’una).

    Ricordate di non tardare molto nel cenare, in quanto le porte del monastero chiudono puntualmente alle 20:00; è comunque possibile passeggiare all’interno del patio e sui balconi di legno che contorna la scalinata che porta alle stanze del dormitorio.

    Rila Monastery dormitorio

    Dopo aver dispensato le info più importanti, ci teniamo a dirvi che questo luogo merita, nonostante la distanza da Sofia, la rigidità dell’orario di chiusura delle mura e dei comfort materiali inesistenti.
    All’interno del monastero si respira un’aria mistica di quiete e tranquillità, circondati da un bellissimo paesaggio montano che incornicia il tutto in maniera armoniosa; dal gioco di colori di bianco-nero sulle colonne e sugli archi delle terrazze alle cupole color oro e verde rame della chiesa.

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    Oltre al gioco cromatico in perfetta armonia con la struttura di legno che dona regalità e completa l’atmosfera, i piccoli dettagli dati dai fiori ornamentali e dagli imponenti pini ed abeti che primeggiano in questo piccolo spazio, sapientemente distribuiti e curati dai monaci è chiaro il motivo per il quale questo sacro luogo sia stato proclamato patrimonio dell’Unesco.

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  • Sofia (Bulgaria) in 48 H

    Paese non troppo distante dall’Italia, infatti il volo dura 2 ore Ca (da Pisa);
    il primo impatto visivo avuto dall’aereo è stato scoraggiante in quanto si vedevano immense distese di verde con dei piccoli agglomerati urbani qua e là.

    In realtà, l’aeroporto di Sofia in cui siamo atterrati, in auto distava almeno una ventina di minuti dal centro che è molto diverso dalla prima impressione avuta in volo.
    Approdati a Sofia, ci siamo avvicinati a dei piccoli centri info, uno dei quali vendeva ticket per City Bus, (che in realtà erano dei mini van privati). Abbiamo scelto appositamente di non prendere gli autobus in quanto l’incomprensibilità della lingua e dei caratteri cirillici rendevano il tutto molto difficoltoso.
    Una volta acquistati i biglietti ( 3€ a persona), ci siamo avviati verso il van in sosta nel parcheggio dell’aeroporto;
    una volta saliti, abbiamo dovuto cambiare il van per cause sconosciute e proseguire verso il centro, che altri non era che la stazione centrale del treno.

    Direttamente dalla stazione del treno in linea retta, bisogna proseguire a piedi per almeno 40 minuti, altrimenti volendo, in 20 minuti si arriva nella zona “araba” in cui è possibile trovare i primi Hotel ed ostelli della città.
    Inoltre, il quartiere essendo popolato da varie etnie, offre numerosi chioschetti che difficilmente si trovano in centro.
    Infatti nelle immediate vicinanze non si trova nulla, ma spostandosi di almeno 1/2 km si incappa facilmente in paninoteche, kebab’s, negozietti di dolciumi ecc..
    Nel city center sono presenti bar, ristoranti, un paio di hotel di alto profilo e le classiche catene europee di fast food (quali Mc Donalds, Subway..) che sono ottimo appoggio per fare spuntini ed intanto approfittare della connessione Wi-fi.

    Nel centro di sofia, e soprattutto nell’area vicino all’università è disponibile una connessione libera, ma non vi è alcuna garanzia che funzioni.
    Invece, nelle fermate della Metropolitana c’è un buon segnale che permette di navigare gratuitamente senza nemmeno appoggiarsi ai punti ristoro, stando semplicemente nelle spaziose panche della Metro.

    L’impressione che da il centro è di semplicità, la città è pervasa da un’aria di serietà data dalle imponenti chiese, illuminate soltanto dal tocco di colore dato dalle cupole d’oro che sono un chiaro richiamo allo stile bizantino.

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    Avvicinandosi verso la parte centrale della polis, si osserverà una pavimentazione giallastra differente dal resto delle strade, infatti volutamente diversa questa, segna l’iter verso le principali edifici cittadini senza possibilità di perdersi o sbagliare strada!

    L’essenziale è la parola chiave per questa città, infatti non vi sono luoghi, strutture o edifici che richiamino in qualche modo il lusso delle grandi captali europee;
    anche le persone si dimostrano semplici e cordiali,nonostante ci sia un bassissimo livello di lingue straniere parlate, anche tra i più giovani non si riesce a comunicare abbastanza.

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    Per quanto riguarda il cibo, vi è una grande influenza turca e in generale balcanica data dallo stile della cucina e dai piatti;
    a capeggiare vi sono le verdure, lo yogurt e piatti tipici quali i byrek, musakà e l’immancabile baklavà come dolce.

    Consigliamo un ristorante di cucina tipica, il Kashtite con menù anche in inglese, in cui è possibile assistere a piacevoli esibizioni di musica folk bulgara che vi accompagnerà durante l’arco della vostra cena!
    Noi, ad esempio abbiamo ordinato delle verdure grigliate servite su una piastra rovente; insalata mista di pomodori, cetrioli, carote coperti da una grattugiata di formaggio simil feta, con un letto di zucchine al vapore servite con una saporitissima salsa all’aglio pane della casa per un costo totale di 10€ in due.

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    A noi è andata bene con il secondo ostello in cui siamo stati, il “Gulliver Hostel”; in cui la spesa media in una stanza privata da 2 è stata di 20€ a notte per la camera, mentre di 16€ per due in dormitorio.
    L’ostello è un po’ datato, ma comunque semplice e funzionale; All’accoglienza troverete una ragazza con la quale è possibile parlare in inglese ed un ragazzo cortese che ci prova per lo meno 🙂



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